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Fender , il prototipo della Stratocaster

Fender , il prototipo della Stratocaster
Capita a volte di fare piacevoli incontri inaspettati. Capita a volte di trovarsi in auto con un amico e con una persona appena conosciuta. Capita allora di cercare un denominatore comune per intavolare una conversazione: la musica!

 

Si parla dei Pink Floyd, di concerti,di chitarristi e di chitarre.

Ad un certo punto Antonio se ne esce con : ” a proposito, ma sai che sono in possesso del prototipo della Fender Stratocaster ? “.

E qui mi si spalanca una storia fantastica, la prima produzione di alcune migliaia di pezzi e relativo stampo se n’è andata nei rottami “Distrutti” .
Di come una persona non se l’è sentita di cancellare un pezzo di storia e se l’è tenuta come una reliquia.
Ma questo sarà materiale per un prossimo articolo.

Ecco come mi presenta la chitarra:

” Fullerton, California, in un giorno imprecisato dell’autunno 1954 Leo Fender e George
Fullerton
guardano compiaciuti un esemplare della loro più recente chitarra, nata poco più
di un anno prima. Ha tre pickup e il tremolo (costato caro, la prima produzione di alcune
migliaia di pezzi e relativo stampo se n’è andata nei rottami, ma solo una si è salvata).

Non ci sono parole per descrivere l’emozione che ti capita quando prendi in mano una
Fender vera. Corpo leggero (un ossimoro che diventa realtà solo tra l 1950 e il 1956)
appena coperto da un bianco a due toni, manico in acero con profilo posteriore boat neck
(il V neck arriva circa un anno dopo), preziosissime parti in bakelite: copripickup,
battipenna appena ingiallito, manopole dei pot, switch tip. Tutto perfettamente conservato,
tutto ammorbidito e ingentilito dal tempo, ma perfettamente funzionale.

Digressione: la parola “relic” e la sensazione tattile sulle chitarre “reliccate” danno la
nausea e contempo rattristano. Chi ha la fortuna di poter accarezzare una chitarra
invecchiata davvero lo può capire: c’è un mondo, una vita di vibrazioni che nessuna
cartavetrata, nessun reliccatore strapagato potrà mai riprodurre. Questa chitarra è
speciale
, vibra, suona e risuna perché ha suonato per oltre mezzo secolo. Ha storie da
raccontare e le racconta con una voce che fa venire la pelle d’oca.

A proposito di vibrazioni. Il corpo risuona come un pianoforte, vive di vita propria, canta
addosso al chitarrista che ha la fortuna di poterlo avvicinare. Il manico invece è rigido
come pietra, stabilissimo, grosso e solido. Suoni e vibrazioni che vanno dal capotasto al
corpo, senza interrompersi mai. Dolce e aggressiva al contempo, non teme confronti per
quantità di suono, nonostante pickup non particolarmente potenti (ponte 001/1952, tastiera 5,65).
La classe non è acqua e questa meraviglia di legno e metallo lo dimostra senza paura di
smentite o confronti. ”

Il proprietario di questo gioiello è:

Arc. Antonio Zara
www.federalstudio.it

E’ inoltre possibile vedere la chitarra al PINK FLOYD DAY 2 che si terrà a Brescia il 27 Aprile
www.pinkfloydday2.it

DSCN0006

f.b1

Federal Studio

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Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”