Interviste

Intervista a Giampaolo Magaraggia

Chitarrista dei Wit Matrix
Oggi andiamo a conoscere uno dei chitarristi dei Wit Matrix: Giampaolo Magaraggia, amico e compaesano.
Ecco come si racconta in questa intervista per il QuadriProject:

1) In quale modo ti sei avvicinato alla musica; come è nata la tua passione?

Ho cominciato ascoltando musica dei Bee Gees , mi piaceva un brano in particolare “Tragedy”, poi ascoltavo Supertramp, quel pop piuttosto singolare diverso da molti modi di “fare” musica. Anche se in quel periodo non ero abbastanza esperto da poterlo apprezzare, ma già avevo il mio “palato”, per poi (vi sembrerà impossibile ) arrivare ad apprezzare e ad amare profondamente “the wall” ! A quel tempo facevo la prima media… e da lì ho deciso che la chitarra elettrica mi piaceva…

2)E’ stato facile seguire questa passione per te, o hai avuto difficoltà? Se si quali?

Diciamo che non è mai facile imparare a suonare uno strumento. La chitarra poi almeno a me ha dato sempre risultati molto lenti e sudati, però man mano che impari e apprezzi ciò che ti “esce” dalle mani diventi sempre più esigente e curioso. Le difficoltà maggiori le ho incontrate con l’ aspetto economico, le chitarre costano, e mi ricordo che quando imparavo, sentivo di meritare sempre di più, e allora per me diventava una passione provare chitarre nuove in giro per negozi come da “mezzanota” e “de toni” solo che a volte tornavo a casa come un bambino privato del regalo di natale, insomma provavo uno strumento e per me era una sensazione bellissima, sentivo la “vibrazione” Dovevo averla…

3) quale è il tuo successo più grande? E quello che più ti ha fatto felice?

Il mio successo più grande è aver suonato davanti a migliaia di persone a Maribor in Slovenia alcuni anni fa, mi ricordo la sensazione mentre salivo i gradini per andare sul palco e vedevo le migliaia di facce che ci stavano fissando in silenzio, ho avuto un attimo di esitazione ho pensato tra me e me: “che ci faccio qui io? questi si aspettano una band di quelle toste..” siamo partiti a testa bassa un pò titubanti, ma dopo i primi accordi di “in the flesh” quando la gente ha applaudito e urlato, ho sentito una carica di adrenalina mai provata prima, la cosa bella è che sono riuscito a restituirla al pubblico attraverso la musica dei Pink. Non sò di preciso quante fossero le presenze quella sera ma vi assicuro che le vedevo a perdita d’ occhio…

4) Hai collaborato con altri artisti di successo ? collaborazioni importanti ?

Si ho avuto collaborazioni…, diciamo che ho suonato con Ricky Portera, e con Durga Mcbroom, due personaggi assolutamente fantastici, Ricky in particolar modo, un chitarrista di tutto rispetto con un umiltà di amico da sempre, mentre per Durga purtroppo non parlo inglese (via di qualche frase di circostanza – ok, yes, good morning…) ma con lei mi sono sentito coccolato ed apprezzato da subito.

5) Nel corso della tua carriera musicale hai capito cosa piace alla gente o capirlo è come la ricerca del sacro Graal?

Alla gente piace la musica suonata bene, la gente non è stupida, sa perfettamente cosa vuole, anche quando chiediamo un prezzo di entrata per i nostri concerti ci sentiamo in obbligo verso il pubblico a “dare” uno spettacolo adeguato al valore dei soldi spesi di chi ci è venuto a sentire /vedere… Poi capire cosa piaccia alla massa oggi è davvero molto difficile devo fare ammenda…i tempi cambiano e il rock non interessa più come ai tempi nostri (anni 70/80 i piu’ belli).

6) Cosa pensi del panorama musicale di oggi?

Il panorama musicale di oggi purtroppo mi intristisce, sono sicuro che ci siano musicisti di tutto rispetto che suonano molto bene ma che resteranno in “cantina” per sempre, magari li hai incontrati, oppure li conosci, e sai che non li vedrai mai viaggiare in limousine, ma sai che meriterebbero più di altri che magari hanno avuto fortuna, oppure erano lì al momento giusto nel posto giusto, con l’ amico giusto..

7) Fare il musicista per te cosa significa?

Per me fare il musicista è il miglior modo per dare una parte di anima di me alle persone che mi vengono a sentire, anche se magari non sono piaciuto a tutti, vabbè pazienza il mondo è grande ed ognuno di noi ha gusti che vanno assolutamente rispettati. Pensa che squallore se piacesse la stessa musica a tutti.. In conclusione voglio dire a tutti quei ragazzi che vogliono fare musica propria, di continuare, di provare, di intestardirsi a volte se necessario, la musica è un divertimento SANO, viverla interiormente è una cosa bella, ti fa conoscere nuove persone ti fai nuovi amici come lo sport, ti aiuta a vivere bene a contatto con gli altri!

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Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”