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Music Therapy: scopriamo di cosa si tratta

Quando la musica è anche terapia
Laura e Alessia dell’Associazione musicale LA MAGGIORE , ci spiegano cos’è la Musicoterapia

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La definizione da manuale di musicoterapia è: “una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche.”

La musica accompagna l’uomo fin dai tempi remoti e da sempre ad essa sono stati associati scopi di guarigione. Attraverso secoli di esperienza l’uomo ha intuito che la musica poteva divenire un mezzo di relazione con le persone che soffrono.
Esistono al giorno d’oggi diverse scuole di pensiero sparse in tutto il mondo che seguono diverse linee teoriche.
In questo articolo parliamo di Musicoterapia Umanistica, una realtà italiana che pensa al suono come la relazione per eccellenza e che con il termine terapia si riferisce ad un “prendersi cura” della persona attraverso il dialogo creato dall’ascolto e dall’accoglienza. Il termine umanistica viene adottato in quanto l’approccio della terapia è centrato sulla persona, alla quale si rivolge uno sguardo di accettazione incondizionata che presuppone rispetto, congruenza e trasparenza. La fiducia nelle risorse di ogni essere umano è la chiave che apre le porte del cambiamento.

La Musicoterapia Umanistica si rivolge per lo più a bambini con differenti problematiche come l’autismo o le paralisi cerebrali, la Sindrome di Down o la sordità infantile. L’intervento di musicoterapia offre loro un momento di ascolto e di accoglienza profonda attraverso l’improvvisazione clinica al pianoforte e attraverso il gioco.
Questa linea di pensiero si basa sul concetto di risonanza corporea che si concretizza soprattutto attraverso la cassa armonica del pianoforte a mezza coda. I bambini vengono accolti sopra la cassa armonica mentre il musicoterapeuta improvvisa leggendo la “partitura vivente”. Durante gli incontri è presente anche il coterapeuta, il quale è a diretto contatto con il corpo del bambino, agisce su di lui e gli consente di mettersi a proprio agio, aiutandolo nel movimento e nell’uso della voce, per far si che si senta partecipe del “fare musica” in tutti i giochi proposti. I genitori che assistono agli incontri chiedono spiegazioni, espongono dubbi, raccontano eventi significativi della loro vita e del figlio in modo estemporaneo, questo spesso aiuta i terapeuti a dare una chiave di lettura diversa alle cose che accadono. Le opinioni dei genitori sul figlio sono così messe in discussione dagli eventi vissuti durante gli incontri, in quanto il bambino riprende fiducia in se stesso e si comporta in modo imprevedibile.

Il movimento che sorge durante i giochi proposti parla dei vissuti del bambino e aiuta il farsi spontaneo del linguaggio verbale e degli apprendimenti. Avvolto dai suoni il bambino si apre al dialogo ma soprattutto alle emozioni.
Ogni bambino è un piccolo mondo, porta con sé un’esperienza personale e un proprio modo di reagire di fronte ai cambiamenti. La Musicoterpia Umanistica accoglie e ascolta, lascia spazio e tempo al bambino di decidere di lasciarsi agire e di agire. Questa accoglienza coinvolge il bambino in tutta la sua persona ed è la premessa affinché possa sorgere l’intenzionalità all’ascolto e alla parola.
Questo tipo di percorso vede bambini che, attraverso la gioia e il piacere di relazionarsi con gli altri, si aprono al mondo diventando protagonisti del proprio agire.

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Link:
Associazione Musicale LA MAGIORE

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ALESSIA

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LAURA
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