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11 ragioni perché la tua auto-promozione non funziona !

 

Il mondo dell’auto-promozione è stato uno degli ambiti più esplorati degli ultimi vent’anni, all’interno del quale si applicano regole valide per ogni azienda e libero professionista ma con delle specificità attinenti al mondo del music business.

Sono molti però gli artisti che ancora non hanno la giusta preparazione quando si parla di self-promotion: una grave mancanza considerate le nuove frontiere di un music business che richiede l’auto-promozione agli artisti emergenti, che lavorano prima da se’ e con le proprie forze per emergere ed attirare l’attenzione del mercato discografico. Molti si limitano alla conoscenza dei social network che spesso però non basta a fare la differenza, per non parlare delle miriadi di piattaforme e sistemi che promettono grandi risultati. Ma come in tutti i settori è fondamentale conoscere chi, come, che cosa e dove arrivano queste promesse. Spesso sono illusioni o semplicemente ci si perde nelle milioni di possibilità del web, senza sapere quale sia quella davvero adatta alle nostre esigenze: ecco allora di seguito 11 ragioni per cui la tua autopromozioni può non funzionare.

1. Limiti la tua promozione solo ai social media

Non fraintendiamo, i social media se usati al meglio possono avere un grande effetto per il tuo successo ma il grande problema, da quando l’industria musicale ha iniziato a focalizzarsi esclusivamente sui social network, è che l’attuale generazione usa in modo spropositato i social dedicando troppo tempo a postare, ripostare, condividere e ricondividere, e così via. Di questo passo però il risultato senza un certo equilibrio è alquanto disastroso con risultati poco convincenti.
Spesso ci si dimentica che non proprio tutti fanno uso costante dei social e se lo fanno spesso si concentrano unicamente su ciò che sanno può attirare la loro attenzione, non sulle novità: è chiaro quindi che la comunicazione non può ridursi al solo social network se sei una band o un’artista alle prime armi e che deve farsi conoscere, ci vuole una comunicazione completa che vada dall’e-mail al telefono, dal telefono ai promotori in carne ed ossa. Rivolgiti a quest’ultimo attraverso l’e-mail, non cadere nella gaffe di utilizzare la posta di facebook: molti messaggi finiscono nel cestino prima di essere letti perché considerati spam e non destano la giusta attenzione.

3. Hai scelto di essere un automa

E se per il tuo music maketing ti affidassi ad un robot? Ci sono servizi automatizzati che hanno una forte presa sugli artisti negli ultimi tempi: permettono di inviare la tua musica a giornalisti, promotori radio e professionisti del settore pagando una cifra relativamente bassa e quindi conveniente, ma concretamente come avviene questo servizio? In realtà si rivela come un vero e proprio spam perché alle miriadi di e-mail e presentazioni che questi professionisti ricevono si aggiungono anche le tue, con il rischio probabilissimo di passare inosservate, che in automatico vengono inviate senza neppur preoccuparsi se il ricevente sia interessato o che abbia mandato un ok per ricevere il materiale da visionare. Insomma è una “via facile” inutile, poco carina ed efficace. Da sconsigliare.

4. Ti sei affidato a un “fammi vedere prima i soldi”

Spesso capita che presentando un’artista a una rivista o a un blog si contatti il responsabile vendite ricevendo subito consensi entusiasti che poi si trasformano in una richiesta sul pagamento di una cifra per ottenere un banner pubblicitario online o stampato. Se non si è nelle possibilità di pagare ma si vorrebbe essere presi in considerazione dall’editore può capitare che le due cose siano separate, e cioè che editore e pubblicità lavorano in modo autonomo.
E’ indubbio che ci debba essere uno scambio tra coloro che sono coinvolti nel servizio, ma è anche vero che ci si può accordare sui vantaggi reciproci con un editore oppure se ne vale la pena si può riflettere se spendere o meno la cifra richiesta dal venditore.

5. Non sei ancora nelle playlist

Spesso sembrano aprirsi tante porte che offrono possibilità e occasioni, a volte però è tutta apparenza: molti blog dedicati alla musica come sono pari ad un blog personale. Centinaia di artisti gli sottopongono la loro musica ogni giorno ma c’è la possibilità che non ne pubblicheranno nessuno, perché il più delle volte pubblicano solo gli artisti che piacciono a loro. Se funziona così, allora perché adescare il pubblico? Semplicemente perché al webmaster fa piacere avere molto traffico, ottenendo pubblicità e potenziali partner coltivando un pubblico di musicisti indie. Se per loro è tempo guadagnato, non è la stessa cosa per gli artisti che perdono solo tempo venendo ingannati. Basterebbe infatti che scrivessero semplicemente “Non inviarmi musica. Pubblico solo ciò che trovo io”.

6. Ricordati che non sei famoso, ne’ una calamita da gossip

Molti simpatizzanti indie si occupano di blog o pubblicazioni da oltre dieci anni, trasformandoli in spazi da gossip dove faresti fatica a trovare informazioni che non riguardino esclusivamente Lana Del Rey o Lady Gagay, di cui su tutto si parlerà tranne dei loro ultimi album. Cancellali dalla tua lista media e non dargli traffico se non ti apportano alcun vantaggio o non destano il tuo interesse.

7. Non hai nulla da barattare

Entra nei panni di un blogger o di un promoter: per quale motivo dovrebbero promuoverti? Prima di chiedere di essere promossi a qualcuno, bisognerebbe almeno presentarsi con un seguito e cioè una rete di contatti abbastanza grande e proporre una proficua partnership: è un segno di rispetto nei confronti di chi potrebbe potenzialmente trarre una partnership proficua dall’incontro con te. Entrare in contatto con un’etichetta indie specializzata nella promozione di artisti indipendenti è vantaggioso in quanto si è dedicata a costruire una fitta di rete di contatti con cui c’è uno scambio continuo, e di cui puoi entrare a far parte portando la tua di rete.

8. La primissima presentazione

Se stai mandando un email a qualcuno per la prima volta, è spesso come una fredda telefonata di telemarketing: non puoi aspettarti dei risultati molto elevati. Questo è un altro motivo per cui buoni promotori radiofonici e di etichette, riescono ad essere più efficaci e immediati perché si è stabilito un contatto dapprima e non si stanno dicendo “ciao” per la prima volta.

9. Non appellarsi all’ego di chi scrive

Non ci sono regole: ci sono blogger che preferiscono i messaggi privati, altri che aspettano di sentir parlare male di qualcun altro per attaccare bottone, altri ancora che attendono tu li scriva per complimentarti del loro ultimo pezzo sui Daft Punk, l’ennesimo, e altri ancora si accontentano di una mossa banale. La mossa efficace invece è quella di chiedere al blogger quale sia il materiale di cui preferisce disporre per avviare una collaborazione.

10. Non c’è tempo

I blogger di musica o chi si occupa di pubblicazioni musicali riceve centinaia di pezzi: i tempi quindi si allungano e si resta in attesa di revisione per molto. E’ necessario quindi saper scegliere qualcuno che però sia in grado di far defluire in tempi accettabili il lavoro.

11. Non fai abbastanza la differenza

Uno dei fattori vincenti della tua carriera sarà proprio quello di riuscire a fare la differenza tra tanti: metti da parte quegli stereotipi secondo cui devi scrivere pezzi per le radio, per i festival…perché sono proprio queste “dritte” a rovinare l’arte. Spesso un’artista passa inosservato proprio perché seguendo queste regole si rischia di confondersi tra tutti, perché si impacchettano tutti gli artisti con la scusa che sia necessario per arrivare alla massa e intanto perdi te stesso e soprattutto non sei te stesso. Allora manda via queste fasulle regole e sii originale, strano, insomma esprimi al meglio chi sei veramente !

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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”