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3 punti per sottoporre la tua musica ad un professionista




Qualcuno diceva che anche l’occhio vuole la sua parte e che un certo savoir faire non fa mai male



Potremmo dire che questa regola vale anche in campo musicale, soprattutto quando decidete che è arrivato il momento di inviare il vostro demo.

Accade spesso che molti artisti commettano l’errore di inviare senza alcun preavviso questi pacchi contenenti cd nella speranza che capitino nelle mani giuste: scritto il nome, magari non in modo chiarissimo, e un numero di telefono restano in attesa di una chiamata che non arriverà mai. Ecco perché per non sprecare tempo e attendere invano, è bene tenere a mente questi tre punti fondamentali prima di rivolgersi ad un professionista che ascolti la nostra musica.




1. Sapere a chi stai mandando il tuo materiale e perché

Riprendendo il discorso di prima, potrebbe sembrare ovvio saperlo ma non è quasi mai così. Prima di inviare qualcosa chiediti: a chi lo sto inviando, ad un’etichetta nella speranza di un contratto discografico? Al responsabile musicale di un locale per organizzare un live? O lo sto inviando ad un critico per averne una recensione?

Devi conoscere chi ti ascolterà, scrivergli ed indicargli chiaramente cosa vuoi: non inviare mai un cd o un mp3 con un messaggio generico, senza specificare cosa tu voglia perché in questo modo non ti garantirai l’attenzione del destinatario, oltre a non farti comprendere per quale motivo vuoi essere ascoltato. Con qualche informazione in più, per chi riceve il materiale sarà più facile aiutarti.




2. Avere una presentazione professionale

Anche questo può sembrare basilare, ma anche qui ancora tanti inciampano in quest’errore. Mandare un e-mail o una lettera a qualcuno chiedendogli semplicemente di ascoltare la tua musica, banalizzando il valore del suo ruolo lavorativo, come se dovesse semplicemente ascoltare il primo che capita. Il solo essere musicisti non vuol dire che si ha la possibilità di fare come si vuole, si rischia così di essere poco professionali .

Non basta dire “ascolta la mia musica”: arricchisci con una buona biografia la tua email, riporta le tue esperienza senza eccedere in dettagli di poca importanza, cura la mail in tutti i suoi dettagli a partire dall’oggetto. Non essere superficiale e quindi poco professionale.




3. Non inviare email indesiderate, con tanto di allegato in mp3

La prima richiesta di una casa discografica in genere è quella di non inviare email con allegati in mp3: per chi lo fa non c’è modo migliore per essere immediatamente cestinati a beneficio dello spazio intasato della propria casella di posta.

Diverso è il caso se si trova una pagina web di una radio o di un supervisore musicale che attraverso un form invita ad inviare mp3 in allegato, anche se il più delle volte vedrai che ti chiederanno un link che li porti all’ascolto online, oggi molto più semplice e veloce. Nel caso invece dell’invio di una mail privata per la prima volta, meglio non aggiungere nessun link a meno che non sia espressamente richiesto. In genere è molto più professionale chiedere di poter inviare la propria musica piuttosto che inviarla direttamente, contribuendo ad instaurare prima un dialogo con la persona che nel caso ci ascolterà.

Spesso è molto utile per capire come migliorare le proprie presentazioni, mettersi nei panni di chi riceverà il materiale: come ti sentiresti se ricevessi un numero illimitato di demo al giorno? Cosa potrebbe attirare la tua attenzione tra le miriadi di cd che arrivano? Chi riuscirebbe a conquistarsi la possibilità di entrare in contatto con te e di farti ascoltare la propria musica? Ponendosi dall’altra parte la questione apparirà molto più chiara, magari ispirando anche altri fattori che possono migliorare la tua presentazione.




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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”