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Deluso dal tuo progetto musicale ?

 

Vediamo come reagire



Accade a volte di suonare in un locale e scoprire che: la tua band sa intrattenere alla grande il pubblico che si diverte, perché c’è energia, buona musica e professionalità.

Eppure non guadagni un centesimo da questa serata di divertimento



e inevitabilmente questo per un musicista si rivela essere a lungo andare un problema grande e spinoso.

Qualcosa non sta funzionando come deve, ed è bene allora che la band in questione si prenda qualche minuto per farsi delle domande su come salvare la situazione, cercando di capire quali possono essere le cause. Un fallimento può essere generato da diversi fattori quali:




1) Manca un obiettivo specifico e una visione generale


“Se non sai dove stai andando, qualsiasi strada ti porterà lì”, diceva Lewis Carroll: una frase per dire ai musicisti che non possono prendersela con il sistema se loro per primi non sanno dove stanno andando e perseguono obiettivi ambivalenti. Un artista solista ha bisogno di un obiettivo a lungo termine su cui focalizzarsi e di una grande visione da perseguire, mentre una band ha bisogno di un percorso che veda un’idea comune che unisca 3-4-5 membri. Insomma tutti devono essere d’accordo.

Se questo non accade non puoi dare la colpa al pubblico se sentirai dire la frase:”Tu sei bravo, ma assomigli a…”. Questo accade perché hai trascorso poco tempo a chiederti chi sei, che cosa vuol dire l’arte per te e cosa hai di diverso da proporre rispetto a tutti gli altri: se non parti da queste domande non sarai che l’ennesima copia. Non devi avere delle ambizioni enormi ma basta che tu inizi a porti un obiettivo come:”Voglio essere il cantante di cui tutta la gente del quartiere non potrà fare a meno di parlare”. Questo è già un inizio.




2) La comunicazione è carente.


Ok non nascondiamolo, se c’è una visione alla base di un progetto stai pur certo che nessuno la capirà o la intuirà se non adotti il giusto modo per comunicarla al mondo: puoi farlo in due modi, con le parole e con le azioni.

Parlando di azioni, ci sono alcune riflessioni da fare a riguardo: la qualità e la natura della propria visione viene valutata se in accordo con la percezione creata dal contesto, dalla consistenza e dal progresso della veste visiva della visione. Perché la visione arrivi quindi devono essere presenti questi tre elementi, allora è d’obbligo chiedersi:

Come pretendiamo che la visione arrivi se continuiamo a perdere tempo al bar o facendo tardi la notte?



Certo puoi avere un grande piano dietro di te, nella tua testa, ma se la gente non ne vede i segni che lo tengono vivo, allora rischi di perderli per sempre. E questo avviene quando alla base si instaura una cattiva comunicazione.

Le azioni parlano chiaramente, ma spesso gli artisti rischiano di dimenticare che le parole che sono alla base della comunicazione verbale: è importante costruire sempre un legame e una relazione che passino attraverso l’artista e non attraverso il nome o il profilo della band. Un nome può essere facilmente ignorato ma una personalità da cui trabocca passione nessuno può ignorarla.
Se sei un comunicatore carismatico, questo trasparirà dal tuo profilo artistico. Se non lo sei sforzati di lavorarci per diventarlo.




3) Persistenza


Ok, la visione c’è e ti senti abbastanza sicuro circondato da persone che ti sostengono eppure sei sul punto di lasciare perchè non vedi risultati. La persistenza è la parola chiave. Ti senti sicuramente sul punto di mollare tutto perché dopo mesi e mesi di sforzi non vedi ancora dei germogli, ma la sfida è proprio tenere duro perché per vedere grandi risultati dovrai coltivare il tuo terreno per tutta la vita e i risultati arrivano passo dopo passo. Non puoi pensare di arrivare al grande successo se prima non avrai collezionato delle vittorie più piccole.
Un esempio ( per guardare alla realtà):
Quale sarebbe oggi il valore della Ferrari senza gli anni di persistenza per costruire un brand di lusso, che viene valutato in base alla sua durata nel tempo? Sarebbe stato stupido o ridicolo se Enzo Ferrari si fosse detto che ci voleva troppo tempo e che era meglio lasciare, mentre si apprestava a costruire qualcosa di unico ed eccezionale.

Un ammonimento (per farti sentire meglio):

Vuoi sentirti meglio e buttarti meno giù? Continua a perseguire la tua visione ma suddividila in piccole e misurabili porzioni che saranno i tuoi sub-obiettivi, così da aumentare la fiducia in te stesso oltre ad aiutarti ad essere più responsabile e a gratificare di più te stesso.
Nessuno deve sopravvivere ma vivere e tu hai bisogno di andare sempre avanti. Grazie alla persistenza.




4) Gli attrezzi ci sono, sta a te farli funzionare


Già, molti musicisti tristemente dispongono di una molteplicità di occasioni, strumenti e possibilità ma non sanno che farsene perché non sanno come farli funzionare e così tutto il potenziale disponibile viene sprecato.

Non significa che tutti gli strumenti là fuori sono adatti a tutti i musicisti, però quando la strategia e le abilità si incontrano allora è possibile realizzare davvero grandi cose come un sistema che magari può finire per portare il tuo nome. Basta pensare a piattaforme come Soundcloud e alla facilità di usarla per veicolare la propria musica.Solo per fare un esempio ma se ne potrebbero fare a centinaia. Questo è il grande potenziale del web e non va sprecato, specie se si sta mettendo su un piano mosso da talento e persistenza: a quel punto il passo successivo è investire in conoscenza, capire il come e il perché.

Non è possibile andare molto lontano senza avere una conoscenza sufficiente e chiara del mondo dei media e del web, e delle industrie che lo compongono



devi sempre sapere dove stai andando su quella grande mappa che è il music business, perché è solo conoscendola che potrai saper sfruttare anche strumenti apparentemente inutili alla tua carriera. Investire sulla conoscenze dei pilastri fondamentali dell’industria musicale è uno dei primi obiettivi da raggiungere: start up di lavoro, design, comunicazione, psicologia…sono solo alcuni degli strumenti teorici che nella pratica ti torneranno utili. Un musicista in futuro avrà bisogno di conoscere questi argomenti, e allora perché non investire nel futuro?




5) La forma del Business


Questo è il punto dove spesso risiede il male di ogni tua decisione, perché il più delle volte i musicisti non si chiedono quale sia il modello di business più adatto a loro e finiscono per applicare quello usato da altri, convinti che funzionerà anche per loro. Alcuni non ce l’hanno neppure.

Ma cosa si intende prima di tutto per business? Non è il modo attraverso il quale convinci le persone a spendere più soldi per ciò che ti riguarda, ma è il sistema che descrive il modo in cui hai deciso di creare, distribuire e valorizzare un tuo valore (economico, sociale, culturale…). In altre parole si tratta di non vendere semplicemente ma scegliere un modello attraverso cui far arrivare il valore che hai dai proporre al mondo e che ti permetterà così di sostenerti anche economicamente. Si tratta quindi di un valore che diventerà materiale e immateriale.

La parola business quindi va spogliata della sua ormai comune accezione negativa, ma è semplicemente la sintesi di una serie di operazioni che attraverso degli step ti condurranno ad un progresso: nel caso dei musicisti gli step possono essere emozioni, musica, esperienza, prodotto e denaro.

Avere una visione solida, capire come rendere il valore immateriale percepibile nel mondo reale, sapere quando uscire ed entrare attraverso le adeguate conoscenze. Tutto questo forma il modello del tuo music business.




6) La necessità di un budget


La mancanza di un budget sostanzioso è una delle scuse a cui i musicisti si appellano di più, anche se è il fattore meno importante quando si sta costruendo una band da business. I soldi devono servire ad incrementare di volta in volta i tuoi risultati ma non devono essere una base da cui partire per costruire qualcosa di eccezionale: meglio sperimentare e con poco dare sfogo alla propria creatività, perché spesso è proprio attraverso quella che nascono idee originali. Quindi piuttosto che pensare a come si può finanziare qualcosa, inizia a costruire qualcosa che possa fare la differenza.

I soldi saranno utili per creare un team intorno al tuo progetto che gestisca al meglio il denaro per operazioni di natura pubblicitaria per lo più, e quei soldi come li puoi trovare? Una volta definito il progetto, dovrai lavorare per ottenere un po’ di fans, trovare poi un finanziatore che creda in te e nel tuo progetto per poterlo sostenere (crowdfunding per esempio). E qualche volta potrebbe anche essere necessario un piccolo prestito da genitori, fratelli o amici che credono in te.


E dopo, cosa succede?


La sfida più ardua è di sicuro quello di trasformare tutte queste dritte in azioni nella vita reale: parti allora dall’inizio chiedendoti chi sei e perché vuoi vivere da artista, per fama, denaro, libertà? Crea una scaletta con le tue priorità e inizia a focalizzarti in particolare su una.

Non dimenticare inoltre di approfondire sempre le tue conoscenze negli ambiti più svariati del music business: oggi è facile trovare anche sul web svariate guide o libri che ti guidano passo dopo passo, il QuadriProject ne è l’esempio. E’ solo così che riuscirai a capire quale sia il modello di business più adatto a te, perché non esistono soluzioni universali ne’ consigli che garantiscano soldi e successo.

Non farti ossessionare dal pensiero dei soldi ma libera la mente per essere aperto a tutte le possibilità che ti si pongono davanti.



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Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”