Interviste

Intervista a Marco Andrighetto

Conosciamo questo batterista di livello

Prosegue la serie con le interviste ai musicisti amici del QuadriProject. Oggi troviamo Marco Andrighetto che si racconta in questa mini intervista:

 

1) In quale modo ti sei avvicinato alla musica; come è nata la tua passione?

Bella domanda, in realtà è cominciato per gioco a circa 3-4 anni quando mio padre mi regalò la prima batteria giocattolo che sistemai subito bucando le pelli con un cacciavite, poi più nulla fino ai 13-14 anni, anche se in realtà ricordo che rimanevo spesso affascinato dai suoni percussivi delle musiche che ascoltavano i miei genitori in auto e che cercavo di riprodurre battendo ogni cosa.
Tornando a noi, all’età di 13 anni circa i miei regalarono a mio fratello, per il compleanno, una drum-machine con 6 pad tondi blu; ebbene sì, mio fratello voleva diventare batterista, però per sua fortuna-sfortuna incontrò me. Gli rubai letteralmente di mano il “giocattolo” e non smisi più di suonare e a 15 anni ebbi la mia prima VERA batteria, una Ranger!!!

2)E’ stato facile seguire questa passione per te, o hai avuto difficoltà? Se si quali?

Seguirla dentro di me è stato molto facile, seguirla e portarla al di fuori della stanzetta facendola diventare la mia attività, è stato molto difficile, soprattutto vivendo in un luogo dove la Musica, aimè, è ancora solo ritenuta uno svago e lontana dalla realtà lavorativa ed imprenditoriale in cui siamo immersi e forse un po’ troppo sommersi! Di fatto ho dovuto tener duro e lottare anche con la mia famiglia per poter fare della mia passione il mio lavoro.

3) quale è il tuo successo più grande? E quello che più ti ha fatto felice?

Che bella domanda! Beh, per me ogni progetto musicale ed ogni esperienza che mi permetta di esprimere ciò che sono in quel momento e che ho da dire musicalmente parlando, sono di fatto dei successi e dei momenti di grande felicità. Non bado molto al “successo” come spesso viene inteso, ad esempio come fama, prima di tutto per me viene la soddisfazione personale e lo stare bene con la musica alla quale approccio in quell’istante.

4) Hai collaborato con altri artisti di successo ? collaborazioni importanti ?

Si, nella mia vita musicale ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare con personaggi davvero importanti e molto conosciuti e magari scoprire che sono tutt’altro rispetto le voci che la gente fa circolare, sia nel bene che nel male. Ciò mi ha dato molto e mi ha fatto capire che troppo spesso, nella musica, sentimenti negativi come l’invidia o la gelosia portano le persone a chiudersi in un mondo assurdo e anti-musica, parlando a sproposito e perdendo così quel poco di umiltà che servirebbe loro per apprezzare chiunque faccia bene la musica! L’ego è una brutta bestia. 😀

5) Nel corso della tua carriera musicale hai capito cosa piace alla gente o capirlo è come la ricerca del sacro Graal?

Se stessi davvero cercando questo, penso non mi basterebbe una vita e penso non ci sia nemmeno una risposta. Ad i miei allievi ad esempio, ricordo spesso che la musica è una delle forme d’arte più potenti per esprimere tutto quello che a parole non riusciamo a dire, per mettere a nudo ciò che di più intimo abbiamo dentro; sono convinto, semplicemente, che suonando ciò che mi piace e ciò che mi fa stare bene, riesco a dare al pubblico ciò di cui ha bisogno, emozioni. Più di qualche volta mi è capitato d’andare a concerti di personaggi la cui musica, stilisticamente parlando, non mi ha mai coinvolto, ma “come” l’hanno suonata e vissuta ha fatto si che mi trasmettessero sensazioni uniche.

Una cosa, inoltre, che spesso mi fa sorridere è l’eterna e sterile lotta tra i fan sfegatati delle milioni di note in un secondo ed i fan sfegatati delle 2 note belle suonate in un minuto. Anche io ci sono passato da giovane, ma ora me la rido quando sento questi discorsi perché penso che la musica sia bella TUTTA, purchè fatta bene e con rispetto. Mi vien da dire: “Ogni mattina un musicista hobbista sa che si dovrà alzare e suonare, ogni mattina (forse pomeriggio) un musicista professionista sa che si dovrà alzare e preparare un concerto. Non importa quante note tu faccia, non importa a quale velocità, di sicuro ogni mattina ti dovrai alzare e suonare. Che tu sia un hobbista o un professionista, fallo con rispetto verso la musica a qualsiasi velocità e con qualsiasi quantità di note tu voglia!” Che dici Alberto, ci mettiamo il copyright su questa?..ahahahahahaaa…

Signori, la musica è BELLA perché è varia, non dimentichiamolo mai!!!

6) Cosa pensi del panorama musicale di oggi?

Artisticamente penso si stia andando molto alla deriva, trovare programmi televisivi condotti da persone che a volte non sanno cosa sia un cambio di tonalità e che poi scelgono chi e cosa dovremo ascoltare nei prossimi mesi mi deprime al quanto, ma si sa, le major arrancano e hanno bisogno di pacchetti pronti e confezionati. I soldi la fanno da padrone ancora una volta e spesso l’arte viene un po’ accantonata ed è questo che mi dispiace. Di fatto non sono contrario ai vari Talent Show, ma cavoli, fossero degni almeno del nome che portano, “TALENT”. Ne ho visti gran pochi ti talenti fino ad ora, ma in un paese dove la meritocrazia conta molto meno della “valigia gonfia” è ciò che ci si può aspettare.

Di contro, penso sia un bene per la musica indipendente, penso sia un periodo dove chi vuole dire la propria con la musica, lo possa fare cambiando percorso, scegliendo strade alternative; forse questo momento “down” per la musica potrà regalarci tante belle sorprese.

7) Fare il musicista per te cosa significa?

La vita. Una ne abbiamo e mai un giorno avrei voluto voltarmi e chiedermi come sarebbe potuto essere fare il musicista!!!

www.marcoandrighetto.it

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