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Intervista a Andrea Amati : compositore, produttore e editore musicale

Conosciamolo in questa intervista
Vanta successi musicali quali “Giovane amante mia” e “la Regina dell’ultimo tango”, ambedue cantate da Gianni Morandi con vendite sul milione di copie, collaborazioni in quasi tutti i cinepanettoni di Boldi e De Sica e molto altro. Conosciamo Andrea Amati in questa intervista rilasciata al QuadriProject!

1) In quale modo ti sei avvicinato alla musica; come è nata la tua passione?

Quando ero ragazzino dissi ai miei che desideravo avere per Natale un organo Bontempi (era uno strumento non professionale per ragazzi che andava di moda in quegli anni), venendo da famiglia molto modesta (i miei avevano ben altri problemi che non quello di comprare un organo giocattolo a me) non se ne fece nulla. Intervenne però mio zio… Andò in negozio ma l’organo non c’era, così mi comprò una chitarra. Ci rimasi male, volevo l’organo… Un giorno questa chitarra cadde e si ruppe. La buttai nell’armadio e li rimase per qualche anno, fino al giorno in cui chiesi a mio padre di ripararla. Lui prese chiodi e martello e, dopo non poco sudore, riebbi in mano una chitarra con le corde così alte che solo Hulk avrebbe potuto suonarla. La voglia però era tanta, ed evidentemente maggiore della fatica che feci per imparare i primi accordi… Da quella assurda chitarra scassata è nato quello che poi è diventato il mio lavoro… Ho raccontato ciò per far capire quanto, talvolta, avere tutto il meglio subito (come troppo spesso avviene oggi) non è poi così incentivante quanto si pensi. Ci vuole sudore ed umiltà (anche sociale) se vuoi riuscire davvero. Nella vita, non solo nella musica.

2) E’ stato facile seguire questa passione per te, o hai avuto difficoltà? Se si quali?

La parola facile non la conosco. Le difficoltà di questo lavoro sono enormi e molto complesse, non è semplice spiegarle in uno scritto. Diciamo che in questo lavoro bravura e fortuna devono viaggiare in coppia. Ma la fortuna non arriva se non la vai a cercare… Una volta un grande artista mi disse:” Un colpo di fortuna capita sempre nella vita, bisogna vedere se quando ti capita sei pronto.” Aveva ragione; quando avevo diciotto anni mi capitò di fare una specie di provino con Claudio Baglioni, serviva un chitarrista sostituto per un ultima data, perché quello che c’era aveva avuto un problema. Andai, ma non feci bella figura, non ero pronto… Studiavo tantissimo ma, evidentemente, ancora non bastava, o magari era la testa a non essere pronta. Qualche anno dopo mi ricapitarono una serie di situazioni fortuite, nel frattempo avevo fatto parecchia gavetta di quella tosta, e fui più pronto… Non bisogna avere fretta, bruciare le tappe è pericolosissimo.

3) Quale è il tuo successo più grande? E quello che più ti ha fatto felice?

La parola successo ha significati diversi in base ai periodi della vita. Comunque, se per successo intendi i brani più noti al pubblico ne indico due, Giovane amante mia e la Regina dell’ultimo tango, ambedue cantate da Gianni Morandi con cui io e mio fratello Paolo (con cui lavoro da sempre) abbiamo venduto più o meno un milione di copie. Quello che mi fa più felice non è il successo ottenuto con grandi artisti ma il lavoro che mi procuro io, da solo, non avendo bisogno di grandi artisti. L’autonomia è felicità…

4) Hai collaborato con altri artisti di successo? Collaborazioni importanti?

Nella discografia per tanti anni ho lavorato con Gianni Morandi, nel cinema, sempre insieme a mio fratello, abbiamo fatto realizzazioni in praticamente quasi tutti i cinepanettoni di Boldi e De Sica. Tante altre nostre realizzazioni sono presenti in diversi film di noti registi quali Fausto Brizzi o Massimiliano Bruno. E poi abbiamo arrangiato brani per tantissimi artisti, se vai sul nostro sito (www.apbeat.it) puoi avere un quadro più completo delle tante cose che abbiamo fatto.

5) Nel corso della tua carriera nella musica, hai capito cosa piace alla gente o capirlo è come la ricerca del sacro Graal?

No, a questa domanda non si può rispondere… La musica è fatta per dare emozioni, c’è gente che le prova ascoltando musica classica, altri ascoltando dance, o rock e via dicendo… Non ha alcun senso fare ciò che piace alla gente, devi fare ciò che piace a te e cercare di farlo al meglio che puoi, con serietà, impegno e grande onestà intellettuale. Se lo farai bene ci sarà sempre qualcuno che apprezzerà…

6) Cosa pensi del panorama musicale di oggi?

Non penso nulla in particolare se non che mi piacerebbe vedere meno “usa e getta”. Una volta gli artisti venivano “coltivati” dalle case discografiche. Oggi la musica la fa la TV. Le case discografiche intese come si intendevano una volta non esistono più, o meglio, esistono, ma prendono gli artisti di turno che vincono i talent TV, salvo poi abbandonarli l’anno dopo a favore del nuovo vincitore. Un tritacarne senza fine. Ma in ballo ci sono speranze che, spesso, diventano illusioni enormi. Molto triste, e poi così gli artisti veri ce li perdiamo per strada…

7) Lavorare nella musica per te cosa significa?

Nella vita se fai un lavoro che ti piace sei una persona fortunata. In questo senso io sono molto fortunato, ed una cosa che mi sento di augurare a tutti i ragazzi che leggono è proprio quella di riuscire a trovare una strada, qualsiasi essa sia, per vivere la vita con gioia e senza frustrazione.

LINK: APBEAT Edizioni Musicali

(Andrea e Paolo Amati)
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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”