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La sfida del palco

Polverari intervista Francesco Cerroni , direttore di produzione e tour manager

Una bella esibizione live, con applausi e apprezzamenti, è la vera benzina per la maggior parte degli artisti che condividono con altre persone la propria creatività.
Ma per realizzare un buon set c’è tutto un aspetto preparatorio da non trascurare, accorgimenti tecnici e comportamentali che sono altrettanto importanti quanto una buona registrazione o un’esecuzione impeccabile.

La capacità di sapersi rapportare in maniera professionale con il locale di turno, con il suo palco e fonico e poi con la platea, sono elementi essenziali per la crescita e la conseguente maturità di un musicista.
A tal proposito abbiamo incontrato Francesco Cerroni, direttore di produzione e tour manager nel cui curriculum risultano lavori al fianco di artisti dalla fama internazionale tra cui Iggy Pop, Mumford & Sons, The XX, Pulp, Mogwai, Motorpsycho. Ma non mancano, nel suo background, anche contemporanee esperienze nei circuiti underground, ambiti che Cerroni conosce bene sia da ex-musicista indie con i Poppy’s Portrait che come responsabile di alcune rassegne per band emergenti tra cui Arezzo Wave Lazio.

Che suggerimenti puoi dare per la compilazione di una buona scheda tecnica?

Una buona scheda tecnica deve essere professionale ma non esagerata, va tenuto conto della media delle venue dove ci si esibisce in modo da non risultare troppo esigenti per i posti meno attrezzati e poco organizzati per quelli invece messi meglio.
Le cose che non devono mai mancare sono:

1) il numero esatto delle persone presenti sul palco e cosa suonano.

2) Contatto di una persona che sia competente tecnicamente e che sarà presente in loco (fonico o membro della band).

3) Lista dei canali necessari. Un consiglio che sembra ovvio (ma vi dico che in pochi lo fanno) è nominare il file con il nome della band accompagnato dalla dicitura “scheda tecnica”, non solo scheda tecnica e basta.

Spesso si instaura un rapporto di sfida con i fonici. Che consigli puoi dare?

I fonici sono i “proprietari di casa” quindi bisogna comportarsi da ospiti e dare loro importanza, a volte potreste essere più preparati voi di loro, ma mai farlo capire. Se riuscite ad essere loro amici si impegneranno a far suonare bene il vostro concerto, altrimenti è il vostro suono ad essere danneggiato quindi la vostra musica.

Il buon musicista cosa deve mettere nei suoi bauli o valigia (vedi cavi lunghi e non corti ecc.)?

Il buon musicista deve essere preparato sempre all’imprevisto, è sempre meglio avere lo spare di tutto ma, se non potete, almeno le cose più economiche e piccole sarebbe il caso di portarle con sé. Dando per scontato che abbiate con voi tutto il necessario per essere indipendenti, è bene avere anche: Chitarristi/Bassisti: muta di corde, almeno un jack in più, batterie 9 volt o alimentatore di riserva per i pedali effetto, rotolo di gaffa. Batteristi: bacchette di riserva, rullante o solo la pelle di riserva, pedale o solo il battente di riserva, rotolo di gaffa.

Come si deve affrontare al meglio qualsiasi tipo di palco, da quello del piccolo club a quello di un club affollato?

Partiamo dal presupposto che chi si andrà ad esibire sappia suonare e abbia fatto le prove. Durante l’esibizione, la cosa che salta più all’occhio al pubblico è ciò che succede tra un brano e l’altro. Fà parte dello spettacolo, e va provato e curato come tutto il resto. Siate coesi, e sul palco dimenticate i vostri problemi o metteteli al servizio del concerto. Se voi vi divertite, la gente si diverte. Molto importante è anche sapere esattamente quanto dura la performance, incluse le pause. Fare una somma delle durate approssimative dei pezzi non funziona.

Quali sono i segreti tecnici per realizzare un buon live?

Un soundcheck fatto bene, in genere, permette una miglior resa del live. Cercate di non toccare i volumi fatti durante il soundcheck, quindi, in caso di più band, fotografare o segnarsi i volumi usati. Un consiglio è fare parte del soundcheck con l’impianto spento e solo i monitor accesi, il che permette di avere una percezione del suono più simile a quando ci sarà la gente in sala (speriamo sempre tanta). Il musicista, spesso, ha l’impressione che avere un volume alto sul palco sia di maggiore impatto per il pubblico, invece potrebbe rovinare il mix finale. Usate i monitor, e magari amplificatori più piccoli che non necessitano di un volume alto per arrivare al suono desiderato. Registrate sempre, anche con mezzi non professionali. Riascoltarsi aiuta a capire meglio dove migliorare ed a notare cose che durante la performance non vengono percepite.

Quali sono gli atteggiamenti da evitare assolutamente? Aneddoti in tal senso?

Mai rimproverare i vostri compagni di “viaggio”, mai far capire a chi guarda che sta succedendo qualcosa di sbagliato. Nessuno lo nota, se non lo sottolineate con una battuta o con un gesto. Non abbattersi se c’è poca gente, se farete un bel concerto e riuscirete a coinvolgere quei pochi, la prossima volta porteranno con loro gli amici e vi faranno pubblicità. Mai ubriacarsi o strafarsi prima. Se proprio non potete farne a meno, cercate di essere tutti ubriachi o fatti allo stesso livello, in modo di avere la stessa percezione di quello che sta succedendo. Quando poi vi riascolterete (perché avete registrato, vero?) trarrete le vostre conclusioni.

di Gianluca Polverari (Alternitalia)

Francesco Cerroni
foto francesco cerroni

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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”