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29ago

Ramones: quando la musica è anche rivoluzione!

Ramones : Punk

Leggi la recensione:

“Gabba Gabba Hey”:era questo il grido di battaglia con cui esordiva una delle band che hanno fatto, ma anche rivoluzionato la storia del Punk: parliamo dei “Ramones” .

Oggi il Punk si riduce ad una semplice e pura moda, ma negli anni 70′ essere punk indicava un modo di essere, di vivere e di comunicare ed ogni band sceglieva la sua musica, i suoi ingredienti per lanciare un messaggio devastante. “No Future”, era lo slogan del Punk e il grido di una generazione stanca non poteva permettersi di sognare come le precedenti e allora ecco che la musica, le note iperveloci, le chitarre e look stravaganti sputavano rabbia, violenza, oltraggio e nichilismo su un mondo intero, che aveva partorito di situazioni che non potevano essere cambiate. Allora ecco la generazione di musicisti che si tira fuori dalla società, come cantava Patti Smith.

I Ramones diedero una loro impronta al punk americano: la base da cui partirono fu il puro rock ‘n’ roll, un rock di strada il loro, di ragazzi che non avevano una tecnica sopraffina che esprimevano il loro pensiero, la loro musica, la loro risposta alla società con i mezzi che possedevano. Giubbotti di pelle nera, scarpe da ginnastica, jeans sgualciti e strappati e t-shirt cominciò la loro storia tra un sound fatto di sole chitarre, semplice e testi ironici, privi di significato politico e divertenti: “Gabba Gabba Hey”, era l’ironico motto che esaltava la stupidità.

Patria del gruppo fu New York: Joey, Dee Dee, Tommy e Jhonny avevano già maturato esperienze musicali durante gli anni del liceo. Dopo diverse prove, e definizione del quartetto decisero che il nome della band sarebbe stato “The Ramones”. Ramone divenne il cognome di ciascuno di loro, per indicare la loro compattezza ed un legame sanguigno tra i quattro che non erano solo amici, ma dei fratelli che condividevano la passione della musica. Diverse sono le ipotesi di quale sia l’origine del nome “Ramone”: forse ispirato al produttore Phil Ramone  che alla band piaceva tanto, o forse a Paul McCartney che si faceva chiamare così quando i Beatles non erano ancora leggenda, oppure per musicalità di parole.

Le band dell’epoca cominciavano a farsi strada sognando cover di band già famose, ma per loro non fu così per le scarse abilità tecniche dei componenti. I primi successi di pubblico si ebbero al noto locale CBGB’S che consacrava le voci nascenti del punk: all’inzio il pubblico dei Ramones era molto modesto, ma con il tempo aumentarono tanto da vantare come spettatore Andy Warhol.

Tra il 1975-1976 nasce l’album “The Ramones”: la copertina divenne storica, ed immortalava la band dietro le mura del CBGB’s, dal quale era giunto il momento di uscire. Missaggio semplice, basso che scandisce la melodia, chitarra distorta e batteria minimale: buono fu l’impatto della critica, che lo definì come il cd rivoluzionario del pop.

Partirono i Tour e gli anni successivi videro la pubblicazione di due album: “Leave Home” e “Rocket to Russia”, il primo dai suoni molto duri, il secondo un album più maturo con pezzi da classifica che univano potenza, melodia, carisma, spasso, da essere definito uno dei miglior album d’America.

It’s Alive è il primo album live:ripercorreva la performance della band al Rainbow Theatre di Londra catalogata come una delle storiche non solo dei Ramones ma dell’intero panorama live internazionale: energici, selvaggi e memorabili, è così che sono ricordati i Ramones in quell’esibizione. La fama saliva ai massimi livelli e Tommy, il batterista della band, si accorse che la vita da rockstar non faceva per lui lasciando così la band. Ma il sostituto dopo varie prove non tardò ad arrivare: Marky Ramone, che registrò subito con il resto della band l’album “Road To Ruin”, che non destò lo stesso successo dei lavori precedenti.

Dopo la partecipazione al film “Rock’n'roll High School”, i Ramones conobbero e collaborarono con il produttore Phil Spector che li porterà alla creazione dell’album “End of the Century”, uno dei più venduti del quartetto. Il rapporto con il nuovo produttore però era difficile, soprattutto nel conciliare due linguaggi musicali diversi:i Ramones componevano e registravano di getto, Phil rendeva i pezzi sofisticati impiegando anche interi giorni per la loro lavorazione.

Gli anni successivi videro ancora la produzione discografica dei Ramones intensa: uscirono “Pleasant Dreams”, “Subterranean Jungle” , degli album che spinsero i Ramones verso una nuova fase musicale che si realizza in “Too Tough to die”: un capolavoro punk nei quali comincia a trasparire un certo impegno politico. Seguirono “Animal Boy”,”Halfway To Sanity”, “Brain Drain” che segnò l’addio di Dee Dee, e “Acid Eaters” .Questi anni ancora di successi, di creatività e di lavoro furono però accmpagnati da crisi d’identità della band sempre fedele a sè stessa ma anche alla ricerca di nuovi sound , abbandono da parte di alcuni membri della band che li porteranno allo scioglimento nel 1996, segnato dall’album “Adios Amigos!”. L’ultimo concerto live dei Ramones si tenne il 6 Agosto di quell’anno al Palace di Los Angeles: accanto a loro calcarono quel palco d’addio volti noti tra cui Lemmy Kilmister, Eddie Vedder, Chris Cornell e Ben Shepard.

Il segno che hanno lasciato nella musica è stato profondo quanto quelle che hanno lasciato nella loro generazione, di cui si sono fatti ambasciatori attraverso la rabbia verso la cultura di una società cieca.







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