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Il fascino del mistero… nell’auto-promozione !


Giocare con il mistero


Se avesse potuto scriverlo su un social network, Jim Morrison avrebbe scritto cosa ha mangiato per pranzo?

Nell’era pre-internet vi erano delle consistenti barriere tra i fan e i loro idoli, e se una rockstar voleva parlare con i suoi fans doveva farlo dinanzi a milioni di persone in occasioni di un concerto, mediante la stampa o uno show televisivo, in una comunicazione inoltre a senso unico in quanto i fan non avevano possibilità di risposta.

“E’ questo grande sistema precedente che è venuto a infrangersi attraverso l’avvento di internet e con i social network il processo ha visto un certo acceleramento.”



La rockstar è così molto più presente nella vita dei suoi fan, attraverso le email, twitter, facebook e Instagram in un modo fino a ieri impensabile: straordinario, un po’ meno se però pensiamo che in secondo luogo l’avvento dei social ha permesso loro di condividere spesso informazioni inutili e troppo personali, che i loro antenati del rock non avrebbero mai condiviso. Infine oggi l’interazione è a doppio senso, perché i fans non solo hanno la possibilità di interagire ma anche di rispondere, partecipando a conversazioni in tempo reale.

Tutto questo è stato spiegato vedendo nell’eccessiva interazione da parte di artisti e band, la necessità di impegnarsi nella comunicazione con gli ascoltatori al fine di raggiungere il successo: l’idea è che gli artisti hanno bisogno di sviluppare un contatto diretto con i fans, rispondendo ad ogni tipo di richiesta, girando per le case dei fans facendo concerti, creando canzoni d’occasione, pubblicando foto che li immortalano in qualsiasi momenti della giornata, anche a fare il bucato. Secondo questa teoria un artista svilupperebbe un fanbase composto di persone che si sentono in una tale sintonia e legame al punto da sentirsi poi costretti a comprare la loro musica, e con cui si crea una comunicazione costante che alterna la registrazione dell’album alle conversazioni con i fans.

In molti casi questo approccio funziona perché i fan si abituano ad un processo di comunicazione istantaneo con i propri idoli facilitato dalla tecnologia, creando un alto livello di attenzione e di interazione. Tuttavia in questo processo c’è qualcosa che si perde: la mitologia e l’aurea che un tempo avvolgevano i musicisti. Quando un tempo ogni fan seguiva con passione una band con cui però non aveva alcun tipo di contatto, che non fosse quello al momento del live, ciascuno immaginava a suo modo la band.

“C’era quindi quell’alone di mistero che suscitava un enorme fascino intorno a ciascuna rockstar, e rappresentava una grande potenza attrattiva per l’artista.”



E’ quell’enigma e quella potenza misterica che riusciva a rendere l’artista diverso da tutti gli altri, come se provenisse da un altro pianeta: il social network, abusato nelle sue funzioni da molte band, ha sgretolato quest’aurea magica perché nel condividere in uno stato la foto del proprio pranzo non c’è nulla di misterioso. Il quotidiano ha preso così il sopravvento sul mistero.

E quindi, ti chiederai?

Il punto a cui si vuole giungere è che in questa epoca di istantanea comunicazione digitale e interattiva, ci sono ancora altre alternative al “mostro tutto”, “dico tutto” e una di queste può essere proprio quella di saper giocare con il mistero e che potrebbe in alcuni casi rivelarsi molto più produttivo. Diventare enigmatici online non vuol dire dover ignorare i propri fan, ma saper usare astutamente la comunicazione: è possibile usare i social media per essere più criptici, enigmatici, lunatici e misteriosi così come in tempo reale si può comunicare chi sta venendo a casa tua o cosa stai preparando per cena: si tratta solo di decidere quale tipo di relazione volete stabilire con i vostri ascoltatori, riuscendo a capire anche quale approccio può funzionare meglio con il tuo tipo di fanbase.

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Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”