Interviste

Intervista a Ilaria Fantin

Ilaria e il suo Arciliuto

Laureata presso il dipartimento di musica antica del Conservatorio Dall’Abaco di Verona , conosciamo Ilaria Fantin in questa intervista del QuadriProject.

 

1) In quale modo ti sei avvicinato alla musica; come è nata la tua passione?

Ho iniziato a suonare da molto piccola, grazie ai miei genitori che, tra le varie attività, mi hanno indirizzata allo studio del pianoforte. All’età di 11 anni ho sentito una ragazza suonare il liuto e ne sono rimasta incantata. Dunque è stata poi mia la scelta di iscrivermi al Conservatorio e iniziare questo viaggio indietro nel tempo.
In realtà la passione per la musica antica è poi arrivata poco a poco, diciamo che fino ai diciotto anni avevo interessi diversi dal leggere copie anastatiche di manoscritti e cambiare tasti di budello! Poi ho cominciato a suonare con i miei colleghi e ad andare a sentire concerti; così ho cominciato ad immergermi nell’affascinante mondo della musica rinascimentale e barocca. Sembra assurdo per chi non appartiene a questo mondo musicale potersi avvicinare ad un repertorio così lontano. In realtà, paradossalmente, è più vicina al sentire moderno la musica del XVII secolo della la musica classica. Meno codificata, legata agli affetti, spesso improvvisata o abbinata alla danza, la musica antica può essere interpretata in modo moderno e ad ogni concerto trovo la conferma di questo pensiero.

2)E’ stato facile seguire questa passione per te, o hai avuto difficoltà? Se si quali?

Come tutte le strade, anche quella del musicista è tortuosa e complessa. Credo lo sia in modo particolare perché richiede una serie di qualità che trascendono la tecnica e lo studio; il musicista deve sapersi rapportare, autoprodursi, deve essere diplomatico, deve imparare e insegnare, deve essere sempre pronto alle delusioni e alle circostanze che influiscono sulla musica, deve fare il facchino e guidare spesso per tratti infiniti, scontrarsi con la burocrazia italiana…e queste sono solo le prime cose che mi vengono in mente!

Mi ritengo fortunata perché anche le giornate più impegnative le vivo con il sorriso, soddisfatta e orgogliosa di ogni nuovo obiettivo raggiunto. Ma, come ogni lavoro, anche la musica è fatta di sfide e complicazioni e, come tutte le cose belle, è complessa. Le mie difficoltà sono state e sono tuttora quelle di vivere in un periodo particolarmente sfortunato, per cui bisogna arrangiarsi in ogni cosa e confrontarsi con un paese poco incline ad un approccio verso la musica che non sia di massa. Ma c’è un lato positivo anche in questo; inventare linguaggi, creare e rinnovare, avvicinare e incuriosire, sono tutti aspetti che trovo più stimolanti del suonare per un pubblico di esperti e senza metterci del mio.

3) qual è il tuo successo più grande? E quello che più ti ha fatto felice?

Fortunatamente i successi sono molti e non mi dimentico di vedere anche quelli piccoli che nel quotidiano contribuiscono al raggiungimento dei grandi obiettivi. Forse posso considerare il mio successo più grande il duo Quintana, con cui non ho suonato nel palchi più grandi ma che è nato e sta crescendo con un ritmo regolare e costante. Dunque la soddisfazione è quella di partire dalle piccole cose e, seguendole quotidianamente, vederle perfezionarsi fino a creare un prodotto autonomo, ricercato e coinvolgente.

Dunque da due anni con il mio duo Quintana con Katerina Ghannudi all’arpa barocca e voce suono all’interno di situazioni stupende e ogni esperienza è positiva ed appagante. Questo perché siamo riuscite a creare un mix di ricerca e giusto contatto con il pubblico che, ogni volta, si ritrova a proprio agio con la musica antica. Questa per noi è la soddisfazione più grande, collezionare complimenti come ‘grazie per questa serata, non ho pensato a tutte le mie difficoltà per un po’..’ ‘complimenti perché nella vostra musica c’è nozione e c’è cuore’ ‘grazie per avermi interessato alla musica antica che non conoscevo’.

Questo per noi è il successo e la dose quotidiana di felicità. Un altro grande successo è l’ensemble Laboratorio’600 con cui registro il prossimo autunno il secondo disco per l’etichetta spagnola Glossa. Dal prossimo agosto partiamo con una serie di date incredibili tra Olanda, Amburgo, Slovenia, Polonia..

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4) Hai collaborato con altri artisti di successo ? collaborazioni importanti ?

La collaborazione più importante della mia carriera musicale è stata ed è quella con Petra Magoni. Un incontro che ha dato una svolta alla mia vita. Non sono mai riuscita a vedere la musica antica e classica come ‘l’unica musica’. Ho suonato per un periodo il basso elettrico, suono anche la chitarra elettrica e, soprattutto, ho da sempre ascoltato altri generi. Ho costantemente cercato di utilizzare il mio strumento in modo diverso e la risposta a tutto questo è stata Petra. L’ho contattata attraverso il suo booking ed, essendo una persona disponibile e curiosa, dopo qualche tempo mi ha risposto. Abbiamo suonato subito insieme e, accorgendoci di questa magica sinergia, cominciato a collaborare.

Siamo la musica dello spettacolo ‘Il sangue’ con il famoso registra e attore Pippo Delbono, un’esperienza stupenda che ci ha portati a lavorare in teatri stupendi, tra cui il magico Parco della Musica di Roma. Poi io e Petra abbiamo registrato a Londra e, soprattutto, fatto due concerti incredibili in due cattedrali di Quito, in Equador. Ecco, questi sono stati i due concerti più emozionanti che abbia mai fatto, soprattutto il secondo. Sentire un pubblico così caloroso, ascoltare la voce di Petra, suonare un repertorio sacro e stupendo, una serie di emozioni che hanno reso la serata assolutamente magica, senza pari!

5) Cosa pensi del panorama musicale di oggi?

Il panorama musicale di oggi…non voglio unirmi al grande coro che si lamenta della situazione disastrosa. Preferisco trovare tutti i lati positivi del periodo, come la possibilità di autopromuoversi attraverso mezzi gratuiti e con la possibilità di creare una rete di contatti e opportunità senza precedenti.

Certo nel panorama musicale italiano non c’è molto di interessante e originale. Ma credo il problema più grande sia che qui ci siamo dimenticati che per fare successo, o semplicemente per fare le cose fatte bene, bisogna studiare. Basta accendere la televisione e sentire come parla la gente per capire che non servono più determinate virtù per raggiungere la fama. Ma credo anche che tutti questi fenomeni televisivi di passaggio rimangano solo effimeri tentativi di carriere che poi si dimostrano senza fondamenta e crollano. Chi studia e crea con coscienza la propria strada rimane forse più in secondo piano ma raggiunge soddisfazioni differenti, semplicemente vere. Nascono band in italia in cui il produttore suona ogni strumento e i componenti creano l’immagine. Non credo sia un crimine puntare sull’immagine o sul marketing perché la musica è comunque un prodotto e lo è sempre stato. Anche se immaginiamo Bach, Beethoven o Mozart con filologia e purezza, anche loro curavano e costruivano il proprio personaggio e suonavano per i committenti più facoltosi ciò che veniva richiesto. Ma l’importante è che l’immagine sia accompagnata anche dallo studio, dalla ricerca e dalla passione…

6) La musica per te cosa significa?

La musica mi ha sempre accompagnata e significa molto per me! Suonare trovo sia il modo migliore per trascorrere il tempo e ascoltare musica il sistema perfetto per godermi i momenti in cui non sto suonando! Ovviamente ho molte altre passioni, ma la musica rimane in pole position..

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7) Suoni uno strumento particolarissimo che non si vede spesso nel mondo del QuadriProject, ce ne parli un po’ ?

Il liuto ora è visto come uno strumento da museo e viene suonato solo all’interno di prestigiose sale e in altri nobili contesti. Ma nel Cinquecento e Seicento era comunissimo, come nell’Ottocento il pianoforte. E si suonava in contesti sacri e profani, in teatri, nelle case o in strada; veniva sfruttato al massimo perché comodo da trasportare e perfetto per accompagnare i cantanti e gli strumenti grazie alla polifonia che si crea con un numero così alto di cori, nome con cui si indica la doppia corda sul liuto.

Credo sia importante far conoscere alle persone questo affascinante strumento che siamo abituati ad incontrare solo nelle iconografie antiche e, proprio per questo, credo sia fondamentale portarlo in contesti non elitari o di nicchia ma, al contrario, popolari!

L I N K :

Link del duo Quintana: www.facebook.com/quintanaensemble

Facebook Ilaria: www.facebook.com/ilaria.fantin.94

Il festival come direttrice artistica: www.facebook.com/musicadelletradizioni

musica antica con l’ensemble Laboratorio ‘600

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