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Talento: in Italia c’è molto da valorizzare, occhio agli emergenti!

Nel panorama musicale, e cioè in quel pianeta a parte popolato da musicisti e cantanti di fama, la possibilità di mettersi in luce per gli emergenti si restringe di giorno in giorno, la problematica è legata a moltissimi aspetti, infinite sfaccettature di una professione che spesso è mossa da passione e talento autentici, ma che trova ostacoli insormontabili, a partire dal primo gradino della lunga scala tortuosa verso la notorietà: esibirsi, trovare le occasioni di suonare in pubblico, per farsi conoscere..

Come? Dove? Nessuno vuole più farsi carico di musicisti emergenti, nessuno li invita o li cerca anche come supporto, come “apripista” nei lunghi live, nei tour, ormai accade di rado nel nostro Paese.

Sarebbe già un grande traguardo se questi giovani talenti fossero supportati a livello locale.

E’ importante dare spazio e sospingere l’attività delle band locali, è il primo passo per poi poter spiccare il volo verso altre Regioni, verso i Contest e gli eventi Nazionali. Ma nessuno più ha voglia di ascoltare musica emergente? Forse; ma questo è dovuto ai musicisti affermati che non si cimentano più di tanto nel lancio di altri artisti ancora agli esordi. L’interesse di chi fa musica a livello professionistico è fondamentale per i giovani che stanno cercando opportunità.

Una buona strategia sarebbe quella di mixare i grandi eventi musicali con piccoli concerti inframmezzati dai talenti locali emergenti. Queste band ancora sconosciute sono inoltre un valido mezzo sul territorio per creare concerti ed eventi che allargano la socialità del luogo, creano movimento e entrate monetarie a tutto vantaggio degli Enti organizzativi e dei locali della zona.

Ascoltare musica è un tipo di svago o hobby che dir si voglia che ha subito una netta trasformazione per via dei mezzi tecnologici a disposizione; oggi le masse si muovono solo per le grandi star del momento; per il resto la musica è subito e comodamente fruibile dalla Rete, e a portata di mano grazie agli apparecchi “portabili”, di modo che si ascolta musica ovunque: in treno, al bar, nell’intervallo a scuola, al parco, correndo, camminando, mangiando; ma questo progresso ha tagliato di netto i ponti con il rapporto diretto tra musica, musicisti e pubblico; e se di questo non ne risentono di certo le grandi icone del rock e del pop taglia però le gambe alle band emergenti.

Le band locali sono un grande patrimonio sociale non valorizzato

non dimentichiamo che la musica in tutti i suoi aspetti ha un grande peso culturale nella società, tanto e più dello sport forse; quindi se tanto spazio viene dato agli eventi sportivi, anche minori nelle varie regioni, e di conseguenza ai giovani campioni emergenti di questo o quello sport perchè lo stesso impegno non viene impiegato anche per la musica? Il concetto qui sostenuto e ribadito è che bisogna supportare e dare spazio alle band locali creando eventi a livello provinciale, creando cosi una solida base di lancio a tutte le band sconosciute e a tutti i talenti sprecati nell’oblio e nell’indifferenza, come se ascoltare musica emergente fosse una vergogna; bisogna aprire le menti e le porte ai giovani che hanno molto da dire, che sono il futuro della musica indipendente e alternativa italiana…diamo loro una possibilità…

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