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Rajas: “Intersezioni”

… è nella musica che noi crediamo…




Rajas, un nome, un termine particolare che ispira Andrea Balossi, e Claudio Mazzoleni e da cui parte tutto, è infatti la radice della nascita di un gruppo musicale nel 1997, che sceglie appunto di chiamarsi “Rajas”, un termine che dà quindi origine a una band e non una band che da origine a un nome; già gli inizi sono oltre lo standard normale di fondazione di un gruppo.

Perchè questo termine ispira, illumina e spinge questi due ragazzi a fare musica? Perchè Rajas è un termine che proviene dal sanscrito e significa “colorato”, “dinamico”, “instabilità”, “attività”, “desiderio”. È una delle Guna, termine che indica i tre componenti ultimi della materia (Prakrti: Sattva, Rajas e Tamas), e ne mette in moto la manifestazione. Un’ispirazione divina, istrionica, trascendentale? …Forse.

Ne segue e ne consegue un lungo cammino costellato di esperienze, di momenti vissuti musicalmente che portano la band a crescere e ad addentrarsi nell’essenza di ciò che vogliono diventare; seguono la loro via fino al 2009 quando danno vita al loro primo disco. La mission che la band sente molto forte, il vento che spinge la loro vela insomma, è la voglia di donare un sorriso, serenità a chi ascolta la loro musica.

Dopo un periodo di assestamento e di ricerca degli equilibri giusti la band stabilizza una line up definitiva, nel 2011:


Andrea Balossi – Voce / Chitarra
Claudio Mazzoleni – Chitarra /Cori
Marco Legnani – Chitarra e altri Strumenti a corda
Simone Colombo – Basso / Cori
Matteo Colombo – Batteria


Le vicende sono tante e complesse, fatte di tanti momenti, di tante emozioni, fino a che la band, maturata e pronta arriva a produrre “Intersezioni” il nuovo album; composto da nove tracce che rispecchiano ampiamente l’individualità di ogni musicista del gruppo ma che è un tutt’uno sonoro, un mix perfetto e calibrato delle loro essenze; una serie di brani fondamentalmente Rock, ma colorati e armonizzati da una vibrante creatività sonora, gli arrangiamenti spaziano in un’infinità di possibili declinazioni, grazie all’uso di strumenti che solitamente non vengono usati, come la ghironda, l’arpa celtica, il dulcimer, il banjo, il cuatro, il cavaquinho. Strumenti dalla voce evocativa che porta immagini di paradisi naturali, favole, e avventure…ma anche di vita reale e dell’immensa ricchezza che è viverla.

Il loro credo si esprime in un loro concetto bellissimo che dice:

“È nella Musica che noi crediamo ed è della Musica che ci fidiamo.È la nostra Vita. È dentro di noi.Cantando, suonando noi diventiamo uno strumento. Se non lo facessimo, saremmo degli ingrati nei confronti di questo dono meraviglioso che la Vita ci ha fatto. Crediamo nella potenza delle parole, anche quelle semplici.Perché è nella semplicità di un verso che si crea Empatia e si condivide Energia con chi ci ascolta.

Ed è sempre la semplicità che schiude il significato profondo delle cose e dei Sentimenti.E sono proprio Sentimenti quelli che vogliamo suscitare, condividere, e sentire. Attraverso la Musica,raccontando chi siamo,cosa sentiamo, cosa vediamo e come viviamo.Vogliamo suonare per suscitare Emozioni, per gridare il nostro Amore per la Vita. Vogliamo condividere, perché la Musica ci porta in un mondo dove la condivisione, è possibile anche soltanto per la durata di una canzone, di un concerto.”

Parlando dei brani singolarmente cito per primo “Magia nell’aria”, chi ama il rock comprende subito la vena nuda, mondata da tutti gli artefizi , agganciata saldamente a quel rock anni ’60, nascente, un po urlante, una nuova musica per quell’epoca era di “rottura” come si diceva, un bel tuffo quindi in qualcosa di pregiato; è il bello di questo album uscire da un ‘epoca e entrare subito in un’altra condotti magistralmente da questi ragazzi, è quello che si prova ascoltando “Insieme agli Angeli”, il brano è una puntata al cantautorato, per non parlare di “Marinaio” nostalgica, melodica, dolce; bella la traccia che apre il disco “Tu che farai” , la mia preferita, spinosa, ritmata, trasgressiva nei passaggi e rockettara da morire!! Ma non vi racconto tutto l’album…procuratevelo! Ne vale la pena…

Un album di certo fuori dal coro, vissuto più che suonato, un album che cela sfrenate passioni e tramonti di calma interiore, delicato e ruggente al tempo stesso, nove brani che sono la porta del destino, dell’incontro tra anime.




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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”