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Jethro Tull: esperimenti e sperimentalismi del rock

Jethro Tull: Flauto traverso e Rock

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Fondati e capitanati dal polistrumentista scozzese Ian Anderson, il gruppo nasce  in Inghilterra precisamente a Blackpool. Il loro rock, è un genere che si è continuamente rinnovato nel tempo, all’inzio infatti le sonorità sono per lo più blues: un’impronta che pur affrontando generi diversi sarà  sempre presente all’interno della loro musica, insieme al suono del flauto traverso di Anderson. Il primo lavoro dal titolo “This was” infatti è ricco di brani rock-blues.

Dal 1969 al 1976 i Jethro Tull vivono una fase di rock progressive: il secondo album “Stand Up” è un vero e proprio successo ricordato anche grazie alla rivisitazione della suit Bourèe di Bach. Il suono del flauto traverso e il ruolo carismatico e di narratore di Ian Anderson si fecero strada ancora di più fino a diventare due pilastri rappresentativi della band.

Il successivo “Aqualung” comincia ad essere decisamente più folkloristico anche per i temi trattati. In copertina appare un barbone dall’espressione cruda, di cui nell’album si narrano le sfavorevoli vicende e  gli insuccessi nella vita relazionale fino alla morte, quando rivolge parole sprezzanti a Dio. Con un’atmosfera blues e interventi molto rock, Aqualung si rivela essere un album di protesta nei confronti delle istituzioni.

“Thick as a brick” fu una risposta molto originale da parte della band verso la moda del rock progressivo, che vedeva la composizione di brani lunghissimi. L’album dei Jethro Tull infatti comprendeva un solo brano, meglio chiamarla suite, che per esigenze di vinile continuava sull’altro lato e quindi solo per questo risulta diviso in due parti. Si tratta di un concept album, ricco di sarcasmo ed ironia, e che parte dall’idea che quei testi contenuti siano frutto di un poeta immaginario di otto anni.

Gli ultimi album rilevanti di questo periodo furono “Ministrel in the Gallery”, un album in cui la maggior parte dei brani venivano accompagnati anche da strumenti orchestrali come la viola e dove si avverte un fortissimo legame con la musica popolare come suggerisce lo stesso titolo riferito ad un menestrello. Infine “Too old to Rock ‘n’ Roll”: too young too die” raccontava di una vita nostalgica, trascorsa tra musica e motociclette e dove oramai ci si trovava nello stato difficile di essere troppo grandi per il rock ‘n’ roll ma anche troppo giovani per farla finita. Inizialmente i brani erano stati pensati per la stesura di un’opera rock.

La seconda fase della musica dei Jethro Tull è quella del folk rock: “Songs from the Wood” è il primo di una trilogia folk che non bada a sperimentalismi ma che resta fedele al sound che ha da sempre caratterizzato la band, una linea acustica ma sempre con ampio spazio al rock. “Heavy Horses” e “Stormwatch” sono gli altri due album che completano la trilogia folk: dal primo fu estratto l’omonima title track a cui il pubblico della band si affezionò fortemente tanto da richiederla ad ogni live, mentre il secondo si rivelò essere un album più impegnato. In copertina appariva Anderson con un binocolo e che guardava in lontananza una tempesta, indicando il rapporto tra uomo e ambiente, vissuto senza alcun rispetto da parte del genere umano.

Arrivarono gli anni 80′ ed immancabilmente anche i Jetrho Tull avvertirono la musica della nuova epoca: “The Broadsword and The Best” è un mix ben riuscito di musica rock, folk, hard ed elettronica con ampio uso di sintetizzatori e tastiere che fanno da sfondo però ad un lavoro che rimane fedele all’acustica. Meno fortuna ebbe l’album “Under Wraps” che scioccò critica e fans a causa dello scarso utilizzo del famoso flauto traverso e per la produzione di brani realizzati per la maggior parte da programmazioni elettroniche. Portò non pochi problemi anche per le esibizioni live e alle tecniche vocali di Anderson che male si adattavano a quel tipo di musica: sembrava quasi fosse vicina la fine della band.

Prima però che tutto fosse perduto, trascorse le mode degli 80′s, il gruppo ebbe una rinascita, dal nome “Crest of a Knave” dove flauto traverso, chitarra rock e stile classico si riappropriarono del loro posto da prime donne mettendo d’accordo tutti i fans. Fu questa la linea che continuarono e hanno continuato a proseguire dopo l’uscita dello speciale cofanetto “25th Anniversary Box Set” ricco anche di materiale inedito che ne festeggiava i 25 anni di carriera, restando fedeli a questa miscela unica di blues, folk e rock. La vera novità fu l’interesse per la musica asiatica mostrato attraverso l’album “Roots to Branches” che rese più orientale il loro suono classico, dando spessore a testi impegnati e scottanti come quelli dei primi anni.




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