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Lavorare gratis nel mondo della musica: bene o male?

Immaginate: un venerdì, notte movimentata in uno dei locali più alla moda della città. Arriva una band che sa tenere alla grande il palco, entusiasmando un pubblico di cui metà dei quali sono fan già fedelissimi della band. Il bar è affollato e la notte è emozionante. E’ una scena familiare per qualcuno di noi ed è una delle cose più belle che si possa vedere in una città dalla scena musicale vivace ed emozionante. Finita la nottata i membri del bar (baristi e camerieri) si riuniscono in ufficio per ritirare la loro busta paga, e con grande umiltà ognuno ritira il suo tornaconto personale.
Quando tocca alla band però, che pure ha contribuito e non poco ad animare la serata arriva il colpo di scena: ore e ore di lavoro in studio, tempo e denaro, promozione e organizzazione per raggiungere il locale, soundcheck e trasporto anche sotto la pioggia di strumenti, questa band che ricordiamo ha per ore animato ed eccitato la nottata, si sente dire le solite e classiche prevedibili parole:



“Siete stati davvero fantastici ragazzi, ma purtroppo al bar non siamo riusciti a prendere quanto previsto e quindi non possiamo pagarvi. Ci dispiace molto. Ma penso però che di là ci sono un paio di bottiglie di birra che potrete prendere”





E così la band se ne esce dal locale, scolandosi quelle due bottiglie per dimenticare un’altra serata buca.
Al di là di ogni ricostruzione fantasiosa , questa è la realtà economica con la quale molti musicisti si trovano a combattrere, a quanti di voi sarà capitato?

Nel settore della musica ormai sta diventando sempre più diffuso e preoccupante questa amara situazione per la quale artisti e musicisti si trovano a lavorare gratis o ad accontentarsi di una birra e panino, ed in cui alla fine dei conti è il musicista a pagare piuttosto che essere pagato. Allargando la prospettiva, in realtà ci sono numerose realtà non pagate anche in altri settori che vengono spacciate come opportunità dal nome di “stage” o “esperienza di lavoro”, ed è interessante notare come per regola in realtà ad ogni lavoratore dovrebbe essere garantito un salario minimo. Assumere un tirocinante non dovrebbe mai essere una scusa per non pagare un giusto salario.
E’ per questo allora che ogni musicista deve imparare a fare un’analisi preventiva prima di ogni esibizione per capire i pro e i contro di esibirsi a gratis.




1. Esposizione


Questo è proprio il cuore della questione per ogni musicista: la retribuzione è chiaro possa avvenire in diverse forme e non solo in esborso monetario. Organizzare o prendere parte ad un concerto gratuito che però è capace di portarti un bel po’ di nuovi fan e magari farti vendere una ventina di cd è un ottimo investimento, e tocca al musicista chiedersi e scommettere se quell’evento a cui parteciperete gratis saprà portarvi risultati rilevanti. Soprattutto agli inizi, che si fatica a trovare uno spazio decente in cui esibirsi, figurarsi se si possa pretendere di essere pagati e anche subito: accettare quindi di non ricevere pagamenti all’inizio fa parte quindi di un investimento per il futuro, e si inizia ad entrare nel meccanismo della domanda e dell’offerta. Se la musica non gode di una buona domanda a cui possano rispondere band valide, è chiaro che il salario si manterrà sempre basso.

Tuttavia la situazione inizia a complicarsi quando inizi a diventare un professionista: se sei un musicista esperto e qualificato che inizia a portare valore con la sua partecipazione ad un evento, allora la situazione si fa più complicata.
Ad esempio, se un’etichetta affermata cerca un musicista esperto o un produttore noto per avviare un progetto, e non ha il budget per pagarli allora qualcosa non quadra. Se il progetto o prodotto che si vuole lanciare è così di prestigio, come è possibile che non si abbiano tutte le risorse per realizzare questo investimento? Avere persone gratis che lavorano spesso è una strada per ammortizzare il rischio che si corre, e che ricada unicamente sul lavoratore. E’ bene quindi capire sempre quando è il caso di prestarsi gratuitamente ad un evento o progetto, e quando no.




2. Esperienza


Per molti professionisti la chiave del successo è data dall’esperienza e dagli eventi che gli facciano toccare con mano il campo in cui opera. Spesso non si può pretendere una paga perché non si ha una formazione comprovata, e così spesso quel lavoro gratis si trasforma nell’occasione che un musicista ha per mostrare il suo valore. Occhio però al tipo di esperienza che vi si propone: se dopo qualche giorno ci si accorge di star portando bottigline d’acqua al primo che capita, allora è chiaro che si tratta di sfruttamento. Se si è accettato di partecipare ad un’esperienza di lavoro senza ricevere neppure un salario minimo, allora è bene che si garantisca almeno delle ore intense di formazione sul campo.




3. Passione


La passione è la scusa su cui molti “avvoltoi” si basano per carpire i musicisti. La passione non deve mai offuscare la lucidità e occhio quindi a tenere gli occhi bene aperti e a saper discernere le situazioni e le persone che si pongono lungo la strada. Se si è deciso di non fare della musica una professione, ma un semplice hobby da coltivare allora ok, ma se si ha intenzione di farne una professione allora prima di accettare di lavorare gratis bisogna riflettere sulle conseguenze. La più immediata è che se tutti iniziano a lavorare gratis, i datori di lavoro inizieranno a pensare che non pagare i musicisti in fondo sta bene, perché loro sono i primi ad accettare di non ricevere un compenso. Il settore musicale anzi, richiede stardard di pagamento molto elevati e per mantenerli non bisogna incrementare questa corsa al ribasso: per questo va sempre garantito un salario minimo a tutte le fasce di musicisti professionisti.



“Prima quindi di scegliere quando, come e perché lavorare gratis ragiona pensando ai vantaggi e ai danni che apporti a te stesso come musicista, ma anche a tutta la categoria e all’intero settore musicale.”







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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”