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The Velvet Underground: le orme dell’Alternative Rock

Velvet Underground: Alt – Rock

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La rivista Rolling Stones li ha inseriti nella classifica dei 100 migliori artisti di tutti tempi, con posizione 19. I Velvet Underground si presentano nella scena rock come uno dei gruppi che ha senz’altro influenzato massicciamente i gruppi futuri della sfera musicale alternative, new wave e punk rock.

I Velvet Underground si formano nel 1964 a New York all’incontro dello studente universitario Lou Reed e John Cale, musicista d’avanguardia che suonava viola, basso e tastiere.  Reed scriveva canzoni dai testi e dalle armonie molto semplici, che si distaccavano decisamente dal rock dell’epoca: lui amava sperimentare con la musica, ed è per questo che trovò in Cale il partner perfetto. A loro si unirono Sterling Morrison alla chitarra e Angus Maclise alla batteria. Ad ispirare il nome della band fu un romanzo di Michael Leigh trovato per strada, che parlava del sottobosco sessuale  underground degli anni sessanta: secondo Reed il nome “Velvet Underground” suonava benissimo anche perchè ricordava il genere di titolo di film tratti dal cinema underground.

La prima parte della carriera della band è un’alternarsi di serate in locali in giro per New York: la loro musica era ben adatta ad un’atmosfera d’ambiente, all’inizio concentrata su sonorità beat ed un miscuglio di percussioni. Maclise lasciò d’un tratto il gruppo quando la band tramite un giornalista fu ingaggiata per suonare alla Summit High School, un evento che per il batterista rappresentava una svendita commerciale della band. Fu necessario rimpiazzarlo, e a farlo fu una batterista mingherlina di nome Maureen Moe Tucker, che suonava la batteria in modo semplice ed esotico, suonando percussioni di cassa e batteria lasciando stare grandi rullate e spettacolarità con i piatti. Il suono di Moe divenne un elemento distintivo del sound della band.

L’incontro fortunato fu con Andy Warhol: il pittore rimase colpito dalla band a cui suggerì di affiancare il canto della modella e attrice tedesca Nico. La band firmò il contratto con la VerveRecords, sotto etichetta della MGM, e manager e produttore ne fu proprio Warhol che lasciò al gruppo grande possibilità di esprimersi e sperimentare per l’incisione del disco. La band inoltre divenne anche colonna sonora ufficiale delle video presentazioni di Warhol, nel suo show “Exploding Plastin Inevitable” infatti la musica dei Velvet Underground accompagnava i suoi dipinti. Il primo album si chiamava “The Velvet Underground & Nico”, memorabile ne divenne la copertina che riportava la banana gialla, opera di Warhol. Atmosfere ipnotiche e perverse nell’album raccontavano la dura rappresentazione dei sintomi della tossicodipendenza, ma c’era anche una sottile dolcezza specie nei brani in cui cantava Nico e una sperimentazione sonora: era un disco che riassumeva quel sound scanzonato e semplice della band.

Nico uscì dalla band, e allontanandosi lei lo fece anche Warhol che aveva avuto diversi dissidi finanziari con Lou Reed. Il cantante inoltre litigava anche con Cale, non solo per il triangolo amoroso con Nico ma anche perchè Reed spesso appariva come un leader prepotente, ritenendo di essere lui la vera star del gruppo. In un’atmosfera poco piacevole uscì l’album “White Light/White Heat”, un lavoro molto rumoroso che lo stesso Cale definì come “un disco consapevolmente duro e segnato da anti bellezza”, che perdeva la dolcezza e la fragilità dell’album precedente. Due brani però si staccavano dalla track list:”The Gift”, brano ironico e macabro scritto da Reed e interpretato da Cale, e “Here She comes now”, canzone che più tardi sarà ripresa dai Nirvana e dai R.E.M. L’album però non ebbe il successo sperato: rimase per sole due settimane nella classifica Billboard e i contrasti tra Reed e Cale si conclusero in una rottura definitiva quando la divergenza musicale per l’album successivo divenne più forte: Reed voleva dare un’impronta commerciale al gruppo, mentre Cale, da artista d’avanguardia desiderava continuare in un suono sperimentale duro e potente.

“The Velvet Underground”, album uscito nel 1969, risentiva di un suono leggero, sotto certi aspetti anche folk dovuti alla linea cantautoriale di Reed che dimostra essere un grande compositore dal punto di vista musicale e  testuale. Le grandi canzoni della band infatti nascono proprio da questo lavoro, un esempio per tutti coloro che successivamente seguiranno le orme della musica indie-rock.

Il culmine della loro musica era stato ormai raggiunto e il gruppo con il venire meno della forza carismatica di Reed cominciò a sgretolarsi: l’ultimo lavoro molto pop rock fu “Loaded”, pubblicato con Atlantic Record e dai quali due singoli storici di Reed furono pubblicati, “Sweet Jane” e “Rock and Roll”, brani che furono anche ritoccati e variati scatenando la furia di Reed. Anche Morrison, altro membro storico della band lasciò il progetto.

Nel 1990 però Lou Reed e Cale, i primi fondatori dei Velvet Underground, si riunirono per cantare “Song for Drella” dedicata alla scomparsa di Andy Warhol. Da quell’occasione seguirono anche tappe di un mini-tour fino a quando la morte di Morrison pose fine a qualsiasi possibile nuovo progetto per la band.

L’ultima reunion è avvenuta nel 1996 quando i Velvet Underground furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame, e per l’ultima volta cantarono un brano inedito “Last Night I said Goodbye to My Friend”, inevitabilmente dedicato alla scomparsa di Morrison.




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