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Pierpaolo Lauriola: da YALLA a L’EGO all’impegno sociale.

(Foto di Giuseppe Biancofiore)

Una data da ricordare: 5 MARZO 2015. Concerto allo SPAZIO TEATRO 89 del cantautore Pierpaolo Lauriola per presentare il nuovo album L’EGO.


Finalmente torna con un nuovo album il cantautore Pierpaolo Lauriola, e lo fa con un disco ricco di novità.
L’EGO, questo il titolo, esce il 3 Marzo con La Masseria Della Musica. Un collettivo indipendente che da vita ad un etichetta e ad una serie di eventi che uniscono musica, teatro, poesia e arte.

Otto canzoni, ognuna caratterizzata da una forte personalità compongono un mosaico che si aggiunge ai precedenti dischi del cantautore e polistrumentista. Polvere., TARLI, Quando arriva la sera, i Catarsi, gli ECO e i Five vs. One. Vita e morte, amore e perdita, la ricerca dell’artista per dare un senso alla bellezza e a questi anni di passione per la musica.
L’album è stato anticipato dall’uscita del video di YALLA. Una canzone sull’abbandono e sull’assenza. Dice l’artista: La guerra è una follia. Quella guerra che combattiamo tutti i giorni negli uffici e nei posti di lavoro e quella con le bombe che ci arrivano dritte dentro in diretta sui media. Abbiamo la possibilità di reagire, anche con la musica che ci insegna l’arte del timing.
Dentro, in quel cuore dipinto in copertina ci sono le nuove canzoni. Racchiuse dentro a questo scrigno come un concept e dove The Dreamers probabilmente diventa la naturale continua di YALLA.

La grafica del disco è stata curata da Gianluca Paradiso ed è bellissima. Dice Lauriola in un intervista: Il giorno in cui ci siamo conosciuti ho parlato della mia idea a Gianluca. Abbiamo rielaborato un quadro del 2007 di Angelo Pacifico dal titolo “explota corazon”. E questo cuore è esploso così. In questa rappresentazione dell’io.

Il 5 Marzo Lauriola suonerà tutte le nuove canzoni in concerto allo Spazio Teatro 89. Con lui sul palco ci saranno Marco Rossi al Basso, Daniele Dimasi alla Batteria, Tiziano Cannas Aghedu al Piano e al violino, l’attore Adriano Rizzo, la giornalista Laura Silvia Battaglia, il pittore Angelo Pacifico che durante il concerto farà una live performance per realizzare un quadro inedito in diretta e il fotografo Giuseppe Biancofiore insieme ad altre sorprese interessanti. L’incasso della serata verrà devoluto interamente al progetto UNALTROASILO Una Volta per sempre.

L’EGO è disponibile su iTunes, Spotify, Deezer, Google Play, Amazon oltre a tutti i maggiori store digitali. Un album fatto di parole, sì, ma soprattutto di musica: Lauriola, infatti, ha suonato gran parte degli strumenti musicali, dividendosi i compiti solo con Adel Al Kasseim che ha coprodotto l’album.


PL_L'EGO_CD Cover DEF


Abbiamo fatto qualche domanda a Pierpaolo Lauriola:

Come sono nate le canzoni che compongono L’EGO?

Ogni canzone ha una storia a sè ed insieme formano un bel mosaico che si aggiunge ai miei precedenti dischi. Mi piace raccogliere su un taccuino impressioni e sensazioni che poi riprendo. Quando ho cominciato a scrivere YALLA, la prima canzone contenuta in L’EGO, erano appena finite le registrazioni di “Polvere.” a cui è seguito un lungo periodo di concerti durato tre anni. In quel periodo è nata la collaborazione con Laura Silvia Battaglia. E i suoi racconti sono stati la base per questo nuovo progetto a cui si sono aggiunti altri viaggi e altre esperienze personali.
In arabo Yalla! Vuol dire “Su!”, “Tirati su!”, “Muoviti!”. E’ un incitazione.
Yalla è una canzone sull’abbandono e sull’assenza. Penso che la guerra è una follia. Qualsiasi tipo di guerra. Quella guerra che combattiamo tutti i giorni negli uffici e nei posti di lavoro e quella con le bombe che ci arrivano dritte dentro ai nostri cuori raccontate dai media.
Quest’estate ho fatto un viaggio alla ricerca delle mie radici. Il Gargano è stato il luogo di partenza. Quel viaggio è continuato fino ad arrivare ad Auschwitz e Birchenau.
Yalla è il respiro d’amore che segue anche quell’esperienza.

Che sonorità troveremo in L’EGO?

Dentro c’è un personale viaggio che va dall’acustica in stile Butler de L’avventura e sonorità in stile Fink in Dentro a un bicchiere con un recitato in stile Massimo Volume a l’elettronica di The Dreamers, dove mi cimento anche con l’inglese e i ritmi in stile “ballo di San vito” con chitarre noise de I Cantori. C’è la Kora di YALLA, c’è il recitato. In fondo è un album che sa già di passato ma contiene elementi del presente e del futuro ed è come se ci fosse un modo di sognare e vivere il tempo senza freni e sono felice che sia venuto così spontaneo. Non è proprio “perfetto”, ma ha intensità, intimità, genuinità. Delle aperture. Ed è quello che stavo cercando in questo momento. L’EGO è biologico come chi coltiva un giardino e raccoglie i frutti e li regala agli amici e conoscenti sapendo di dare il meglio di se in quell’atto.
Nei testi è simile ad un concept. Ed è stato pensato nella sua interezza anche come spettacolo teatrale.
L’EGO è un album che mi piace definirlo come “un amichevole schiaffo”. Ma è anche “un album biologico” perché colpisce e cattura l’attenzione verso quella musica che hai dentro e che decidi di mettere a nudo senza manomissioni ed effetti speciali.
La storia è quella di noi e del nostro ego con cui costruiamo passo dopo passo il racconto della nostra storia individuale fatta di incontri a volte casuali che nel tempo riusciamo a leggere come frammenti del grande mosaico della nostra vita.

Cosa ami di più della vita?

Adoro i dettagli, i modi, le cose che rischiano di cadere inosservate: come si appoggia il tacco delle scarpe, come si sfiorano le dita delle mani perché in quei piccoli gesti, ritrovo delle fessure attraverso cui sbirciare l’intimo umano.
A chi ti piacerebbe assomigliare?
Mi piacerebbe un giorno alzarmi ed essere come Bono Vox degli anni ottanta, Michele Mari, Eugenio Montale, Jeff Buckley, Giacomo Puccini, Brian Eno, Fabrizio De Andrè, Rui Costa, David Gilmour, Chet Baker, Gipi, Roberto Rossellini , Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Gabriele Ferzetti, Vinicio Capossela, Apparat, François Truffaut, Thom Yorke, Miles Davis e tutti quelli che sono riusciti ad affascinarmi con le parole, i suoni o le loro gesta.
Woody Allen dice che Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire, non si deve amare. Però allora si soffre di non amare. Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire, e soffrire è soffrire. Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire. Ma soffrire ci rende infelici. Pertanto per essere infelici si deve amare. O amare e soffrire. O soffrire per troppa felicità. Io spero che tu prenda appunti.

A questo punto mi vien da dire: YALLA!





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Sito Web: http://www.pierpaololauriola.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/LauriolaPierpaolo
Twitter: https://twitter.com/pierlauriola

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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”