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Meglio la SIAE o le sue alternative?

Domanda posta da Riccardo (Perugia):
Mi consigli di iscrivermi alla SIAE per tutelare le mie opere o reputi giusto optare per soluzioni alternative?

Risponde l’Avvocato MARCO IMPERIALE


Anche questa è una delle domande più frequenti fra quelle che ricevo, e visto l’interesse che il tema SIAE ha suscitato dopo il mio ultimo post, rispondo con assoluto piacere.

Prima di entrare nel vivo del discorso, tuttavia, preferisco fare una premessa. La mia opinione non è del tutto imparziale: sono orgogliosamente iscritto alla SIAE come autore dal 2007, e considero tutt’ora la strada associativa con questo ente la migliore per la diffusione del diritto d’autore e per la garanzia di un sostentamento a coloro che creano cultura. Ciò che più mi preme, infatti, è che gli autori vedano riconosciuto il loro ruolo nella società e, cosa ancor più importante, che conoscano loro stessi il loro potenziale. Se gli autori e gli artisti non si fossero comportati negli ultimi anni al limite dell’autolesionismo, le cose oggi sarebbero molto differenti..

Ciò dovutamente premesso, per un’opportuna analisi della Tua domanda credo che la cosa migliore sia non già una semplice opinione, bensì un’analisi dei vantaggi e degli svantaggi dell’iscrizione alla SIAE, in modo che Tu stesso possa fare la scelta più ponderata possibile.


VANTAGGI


A) Costo. L’iscrizione alla SIAE è gratuita per gli infratrentenni, pertanto, nell’ipotesi Tu sia adolescente o comunque ancora giovane, la scelta di associarsi diventa certamente la migliore possibile dal punto di vista economico (salvo la scelta politico/filosofica su cui infra). Per quanto invece riguarda gli ultratrentenni, è necessario fare una distinzione (la si dovrebbe fare anche per gli infratrentenni ma non voglio andare troppo nello specifico) a seconda che si scelga la strada del mandato (che non permette di partecipare alla vita associativa dell’ente) o la strada associativa vera e propria.
Giova sottolineare che, con il sistema di voto attuale, fortemente parametrato alle entrate derivanti dal diritto d’autore, a meno che non Tu non sia potenziale percettore di grandi guadagni (e Te lo auguro) o un semplice idealista come il sottoscritto, il mandato può essere una scelta assolutamente conveniente, e di certo non lesiva delle Tue entrate.


B) Tempistiche. Nell’ipotesi Tu scelga di associarTi ad una società di collecting straniera (fra i miei conoscenti la più quotata è la PRS, ma di certo non è l’unica possibilità), e al contempo voglia mantenere la Tua residenza in Italia, i tempi di pagamento potrebbero allungarsi non poco, fino a diventare di svariati mesi.


C) Filosofia alla base dell’ente. Se reputi la remunerazione economica degli utilizzi dell’opera la strada migliore per il sostentamento dei giovani autori, al momento la SIAE è l’unica società che garantisca un trattamento di tale tipo. Per quanto poi concerne Soundreef, la cui natura, da un punto di vista giuridico, nonostante una sentenza a favore da parte del tribunale di Milano dell’Ottobre scorso, non è ancora del tutto chiara (o meglio, è assolutamente chiara ma non sono chiari gli sviluppi che vi potranno essere nei prossimi anni), Ti invito accuratamente a riflettere su determinati elementi: aggio, modalità di ripartizione, diritti oggetto dell’opera di collecting. Starà poi a Te trarre le opportune conclusioni.




SVANTAGGI


A) Costo. Non nego che associarsi alla SIAE, nell’ipotesi Tu sia ultratrentenne, possa rivelarsi un costo notevole, soprattutto in questo momento di crisi, e non nego che altre realtà, come le società di collecting straniere, possano offrire soluzioni più convenienti. Non dimenticare tuttavia che avere un’unica società di riferimento per tutto il mondo, la quale garantisce tempistiche sicure di pagamento e la possibilità di avere un punto di appoggio costante in caso di dubbi, ha un valore – anche economico – non indifferente.


B) Ripartizioni. Purtroppo il sistema delle ripartizioni attuale è ben lontano dalla giustizia e dall’equità, e gli svantaggi per i piccoli autori sono sotto gli occhi di tutti. Vero è che a) nell’ipotesi Tu riuscissi ad avere un notevole margine di successo, la situazione potrebbe cambiare notevolmente (a Tuo vantaggio) b) In altri sistemi, come quello anglosassone, l’attenzione all’analitico è ancora minore di quella Italiana…


C) Aspetti politico/filosofici. Nell’ipotesi Tu considerassi il diritto d’autore una strada iniqua, potresti sempre scegliere la strada dei commons, assolutamente lecita da un punto di vista giuridico. Ricorda che comunque tale opzione presenta un’incompatibilità con la SIAE, e ciò perpetuamente, ragion per cui, se Tu scrivessi la nuova “Albachiara” e la registrassi in regime di commons, non potresti successivamente sfruttare i diritti di utilizzazione economica di quell’opera. Il tutto, ovviamente, non vieta una monetizzazione tramite sincronizzazioni o merchandising, ma stiamo parlando di attività al di fuori del diritto d’autore.


Sperando di avere contribuito a chiarire il Tuo dubbio nella maniera migliore, colgo l’occasione per inviare un caro saluto a Te e a tutti i lettori del blog

A presto, and keep on rockin’..

Marco




L’Avv. Marco Imperiale si occupa da anni di consulenza e supporto agli Artisti nell’ambito del diritto civile, del diritto d’autore, della contrattualistica e dell’organizzazione di eventi. Oltre all’esperienza legale, è autore, musicista e vanta collaborazioni con etichette discografiche e booking agencies. Svolge la propria attività a Bologna.

Sito : STUDIO IMPERIALE

Linkedin: Marco Imperiale

Skype: avvocatoimperiale

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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”