Interviste

Intervista a Albert Eno

Ecco un’altra bella interviste ad un amico-cantante che segue il QuadriProject dalla sua nascita. Oggi troviamo Albert Eno , cantante dei KISMET che si racconta in questa mini intervista:




1) In quale modo ti sei avvicinato alla musica; come è nata la tua passione?


Ho iniziato da molto piccolo… Ero stregato dal suono del pianoforte che aveva mio zio e ho capito sin da subito che la musica e le note mi piacevano e mi divertivo a trovare le melodie che avevo in testa con il piano nonostante non sapessi tecnicamente suonarlo…mi pare avessi circa 6 o 7 anni…mi ricordo che una delle prime cose che mi divertivo a suonare erano gli accordi di “Child in time”. Poi a 11 anni ho iniziato a cantare e da lì diciamo che è partito il mio percorso che ancora oggi continuo…




2) E’ stato facile seguire questa passione per te, o hai avuto difficoltà? Se si quali?


Onestamente non ho avuto molte difficoltà; fortunatamente ero nelle condizioni di poter avere una sala dove poter suonare con gli amici e nonostante le molte distrazioni del periodo adolescenziale ero piuttosto concentrato a diventare padrone del mio strumento voce e mi divertivo a scrivere i primi pezzi con alcuni compagni che poi oggi fanno parte della famiglia “Kismet”.




3) Quale è il tuo successo più grande? E quello che più ti ha fatto felice?


Credo che sia stato vincere in Italia come miglior band il Tour Music Fest; se ci pensi è piuttosto insolito che una band alternative rock che canta in inglese possa vincere in un concorso in cui il presidente di giuria è Mogol e poi un grande successo è stato completare il primo tour e chiuderlo all’Arena O2 di Londra e suonare le tue canzoni davanti a migliaia di persone.




4) Hai collaborato con altri artisti di successo ? collaborazioni importanti ?


Ho collaborato con band e artisti del panorama underground che ritengo molto importanti perché ricchi di talento; purtroppo una di queste i Loverdrive di recente hanno deciso di smettere e mi spiace perché con loro avevamo instaurato negli anni un ottimo feeling e insieme con i Kismet abbiamo condiviso tantissime serate. Con loro ho registrato alcune tracce di voce in un loro brano al quale sono particolarmente legato.




5) Nel corso della tua carriera musicale hai capito cosa piace alla gente o capirlo è come la ricerca del sacro Graal?


Credo che il pubblico vero, quello che ama seguire i veri concerti e i veri artisti, voglia vedere che ti piace quello che fai. La chiave è che piaccia a te e che tu riesca a metterci espressività ed emozione: il pubblico si accorge di queste cose… Chiaramente devi essere in grado di creare canzoni con testo e musica di un certo livello, ma io sono dell’idea che l’abilità di scrivere e di creare sia innata e piuttosto istintiva. Gli arrangiamenti arrivano ad un secondo livello in cui devi un po’ “ragionare” e testare le possibilità e i colori che puoi dare ad una frase ad un riff….




6) Cosa pensi del panorama musicale di oggi?


Penso che ci sia confusione…confusione tra le band, tra gli artisti, tra i musicisti, tra gli addetti al settore e tra il pubblico. Potremo parlarne per ore e non trovare soluzione ai tanti problemi che ci sono… Una cosa mi spiace… è che molto spesso tra musicisti e band c’è molta invidia e poco spirito di collaborazione… credo che molto cose aiutandosi andrebbero in verso molto diverso.




7) Fare il musicista per te cosa significa?


Non faccio il musicista…cerco semplicemente di esserlo ogni giorno…provando a scrivere, creare idee, migliorare le performance di quello che ho già scritto e registrato, perché è l’unico modo che ho per sentirmi me stesso: salire su un palco e suonare le mie canzoni e crearne di nuove sperando di avere le possibilità di condividerle con il pubblico. Sì non faccio il musicista, provo ad esserlo ogni volta che suono.









Link:

Sito Web :KISMET

Facebook : https://www.facebook.com/KismetBand







endoftheshow

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Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”