Interviste

Intervista a Anonimo Italiano

E’ con piacere che pubblico questa intervista fatta a Anonimo Italiano (nome d’Arte di Roberto Scozzi), persona che segue costantemente il QuadriProject e che vanta collaborazioni di tutto rispetto!




1) In quale modo ti sei avvicinato alla musica; come è nata la tua passione?


Ciao Alberto e grazie a te. Beh, con la prima chitarra che mi regalo’ mio padre a tredici anni,impazzii di felicita’, ce l’ho ancora è sempre con me, è il bel ricordo di mio padre… Poi, i primi complessini come tutti, e in seguito il piano bar per 5 anni,fino al “successo” che arrivo’ improvviso ( e mai cercato, in realtà”) con quella maschera e il disco di platino, nel 1995.




2) E’ stato facile seguire questa passione per te, o hai avuto difficoltà? Se si quali?


Come ti dicevo, in verità’ davvero non ho mai cercato il successo, semplicemente accadde con una serie di circostanze,un amico conosceva in Bmg Ricordi,gli porto’ una mia demo, ma cosi’ senza puntarci troppo. E invece mi presero con un contratto di 5 anni e 5 album, da loro prodotti. Difficoltà’ si, specie perché Claudio Baglioni, che nomino sempre con rispetto, non prese bene la cosa, di questa somiglianza vocale. Era il periodo insieme a me, degli Audio Due, ma non eravamo cover, eravamo Artisti che si rifacevano diciamo, a un certo mondo musicale, ma senza alcuna traccia di plagi.




3) Quale è il tuo successo più grande? E quello che più ti ha fatto felice?


Sicuramente i miei singoli degli esordi, come “E così addio” e “Anche questa è vita”, che ancora oggi eseguo live, ed è bello vedere come il pubblico non li abbia dimenticati, malgrado dopo venti anni.




4) Hai collaborato con altri artisti di successo ? collaborazioni importanti ?


Si certo: Richard Clayderman, che volle riarrangiare un mio brano con me, ed ultimamente con Amedeo Minghi,nell’ultimo mio album di inediti “Five”, dove abbiamo duettato in un brano molto bello, “L’Aquilone”, dedicato al nostro batterista in comune, Roberto Mezzetti, prematuramente scomparso.




5) Nel corso della tua carriera musicale hai capito cosa piace alla gente o capirlo è come la ricerca del sacro Graal?


Bella domanda questa…Ti direi, a me non piace “l’omologazione musicale”, e credo che un Artista debba fare la musica che ama fare, non seguire troppo le mode sonore. L’importante è essere autentici, che si faccia pop, rock A&B o altro, perché quello lo percepisce chi ascolta. Anche se ovvio, non si può’ prescindere da aggiornarsi un po’ con il sound, come credo di aver fatto con “Diario di un amore”, altrimenti si rischia di essere…”anacronistici”, ma tutto va fatto molto delicatamente, se un Artista ha quel sapore non può’ cambiare del tutto. Ci riusci’ solo Lucio Battisti, ma li parliamo…di un Genio.




6) Cosa pensi del panorama musicale di oggi?


A dire il vero, sento un po’ una carenza nei testi, che sono invece fondamentali. Il bell’uso della lingua italiana si è un po’ perso, è diventata dura, non so’ forse troppo “enunciativa” e manca un po’ di poesia, ma questa è un’opinione personale, ci mancherebbe.




7) Fare il musicista per te cosa significa?


E’ ancora il mio lavoro, bene o male e già’ mi posso ritenere..”fortunato”. I giovani pero’ non devono scoraggiarsi,appunto perché’ sono giovani! Molta umiltà prima di tutto, avere sempre voglia di fare, poi oggi con la rete le possibilità’ sono tante, e di questo ti faccio i complimenti per il tuo interessantissimo blog, dove appunto dai “tante dritte” su come gestirsi.
A presto caro Alberto Quadri,e un caro saluto a tutti, grazie a te!
Roberto Anonimo Italiano




Facebook: https://www.facebook.com/pages/Anonimo-Italiano-Official









Anonimo 2

Previous post

Il Quarto Imprevisto: “Resti” l'album

Next post

“130 volti” Il nuovo singolo dei METRÒ

Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”