Interviste

Intervista a Daniele Bengi Benati

Da 20 anni è il cantante e chitarrista del gruppo Ridillo. Oggi su QuadriProject troviamo Bengi (Daniele Benati) che si racconta in questa intervista:





1) In quale modo ti sei avvicinato alla musica; come è nata la tua passione?


Alla musica in generale dico grazie a miei genitori che cantavano molto spesso in casa, come musicista devo dire grazie a mio fratello Alberto che mi ha quasi obbligato una sera quando avevo 13 anni a imparare i primi accordi sulla chitarra (utilizzando il vinavil sui polpastrelli visto che avevamo una chitarra molto scarsa con le corde durissime)




2) E’ stato facile seguire questa passione per te, o hai avuto difficoltà? Se si quali?


Diciamo che fino a quando rimane una passione è tutto molto semplice, la parte di gestione gruppi o discografia comincia a essere più complicata, ma il tutto dipende se il tuo scopo è fare quello che ti piace o cercare a tutti i costi i primi posti in classifica .




3) Quale è il tuo successo più grande? E quello che più ti ha fatto felice?


Discograficamente direi coi RIDILLO nel periodo di “Mangio Amore” e “Figli di una buona stella” (album che stiamo ristampando insieme al primo proprio in questi giorni), ma se devo guardare in base a quello che mi ha fatto più guadagnare allora dobbiamo cercarlo tra le cose che faccio per Library music (rai, mediaset o flipper music). E’ quasi un altro lavoro, meno stressante e più duraturo, ho cominciato una decina di anni fa e ormai sono intorno ai 30 album scritti e prodotti e considera che se un album di discografia tradizionale ha una vita diciamo di 6 mesi circa, nel caso invece delle musiche scritte per spot, fiction e tv in generale più invecchiano e più lavorano (tra l’altro in tutto il mondo).




4) Hai collaborato con altri artisti di successo ? collaborazioni importanti ?


Coi Ridillo abbiamo aperto i concerti di James Brown e EW&F, poi abbiamo suonato insieme in un tour con Eumir Deodato, ma la parte di lavoro più impegnativa è senz’altro quella con Gianni Morandi. Mi ha insegnato molto sia sul palco che fuori, la gestione delle prove e di quello che ci sta intorno, grande professionista.




5) Nel corso della tua carriera musicale hai capito cosa piace alla gente o capirlo è come la ricerca del sacro Graal?


Il fatto che non siamo in classifica da oltre 20 anni ti fa capire che forse non l’abbiamo capito, ma ascolto spesso la radio e più dell’80% delle canzoni che passano mi chiedo ” io le canterei?” la risposta è no, quindi va bene così, continuo a cantare quello che mi piace e ogni tanto qualcuno si accorge che non è poi così da buttar via, come produttore invece sto molto attento, ma la ricerca continua.




6) Cosa pensi del panorama musicale di oggi?


Da una parte il web è uno strumento straordinario, se hai idee e sai comunicare puoi arrivare ovunque, per quello conviene inventarsi delle strategie diverse se non si vuole passare dai pochi canali dei talent oramai




7) Fare il musicista per te cosa significa?


Io vivo con la musica e ringrazio Dio per questo, ma mi piace pensare ad un lavoro molto vario, fatto sì di grossi palchi radio e tv, ma anche di piccoli live in birrerie o localini e ancora fatto con un metodico lavoro di studio pensando a progetti alternativi.





LINK:

www.ridillo.it


www.bengimusic.com


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