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Blastema: “Tutto finirà bene“ , il nuovo album

I Blastema sono una band rock nata nel 1997; i primi anni della loro carriera sono caratterizzati da molteplici successi, e premi di ottima rilevanza, ma è solo nel 2010 che esce il loro primo disco ufficiale intitolato. “Pensieri Illuminati” prodotto dalla stessa band. Cavalcare l’onda della notorietà e delle soddisfazioni per il gruppo pare un dono naturale, il talento c’è, è innegabile. Nel 2011 i Blastema torrnano in studio per realizzare il secondo disco; nel 2012 ‘Nuvole Production‘, la casa discografica di Fabrizio De André© diretta da Dori Ghezzi e Luvi De André si interessa delle loro canzoni. Con Nuvole nasce una stretta collaborazione. Per la label di De Andrè la band presenta il primo singolo a Roma al concertone del Primo Maggio.


Il cammino musicale dei Blastema prosegue, ricco di impegni e novità; fino al 2013 quando partecipano al Festival di Sanremo nella sezione giovani proposte col brano ‘Dietro l’intima ragione’ classificandosi quarti. tra i tanti eventi importanti che li vedono protagonisti da citare la partecipazione come special guest del tour degli SKUNK ANANSIE per tutte le 7 date della band inglese in Italia e opening band dell’unica data italiana dei Beady Eye di Liam Gallagher al Pistoia Blues.


Nei primi mesi del 2014, i Blastema lasciano la Nuvole production, e decidono di dedicarsi esclusivamente alla stesura del nuovo album, lasciando per il momento da parte i concerti. Il 16 ottobre del 2014 esce il nuovo singolo, “I morti”, che anticipa l’uscita del terzo disco prevista per l’anno successivo.


Ed eccoci arrivati a oggi, i Blastema a tre anni di distanza dalla pubblicazione del loro ultimo disco, tornano con un nuovo lavoro dal titolo: “Tutto finirà bene“ per  l’etichetta Ostile di Alain Pagani, il disco si compone di 12 tracce, e la band lo presenta cosi: “Tutto finirà bene” è il disco dove abbiamo cercato di mettere a frutto nostra personalità, scuotendoci dalle paure di “cosa fosse giusto fare” e “per chi”, semplicemente scrivendo, suonando, arrangiando e producendo la nostra creatura più ambiziosa con l’impeto e la gioia dell’irresponsabilità. C’era qualcosa di sospeso che attraversava le nostre vite, una presenza grigia eterea e incombente, dal quale non riuscivamo a districarci. Per un po’ abbiamo cercato di far finta di niente ignorandola, fino a che il peso di questa sensazione di incompletezza è diventata insostenibile. Dovevamo fare qualcosa e abbiamo fatto questo disco. In fin dei conti, una specie di esorcismo sonoro. Per produrre questo disco sono stati necessari quasi due anni. Abbiamo superato allagamenti, cambi di etichetta, defezioni, distanze. Più di una volta abbiamo pensato di buttare tutto alle ortiche, ma poi c’era quella vocina che sussurrava materna che tutto finirà bene”…


Già il brano intitolato “La parte pura” che apre l’album ti mette subito di fronte alla qualità del lavoro di questa band, molto bello e ipnotico, pesca assonanze uniche dal gioco senza dubbio talentuoso degli strumenti e degli effetti usati con dosata sapienza; devo dire ch mi è piaciuto subito, come si dice: “a pelle” prima ancora che la traccia terminasse di riempirmi di suoni le orecchie e il cervello, ripeto: nel senso più complesso del termine: Bello! Andando oltre voglio citare anche “Orso bianco”, ma ascoltando tutte le dodici tracce devo dire che nessun brano è inferiore per qualità a un altro, l’album è senza dubbio ottimo nella sua globalità, il mio preferito però è  “Il destino del mondo”, rarefatto, particolarissimo, davvero distinguibile e molto coinvolgente, molto bella la voce, chiara e pulita, potente, bello poter ascoltare le parole e cogliere il senso del testo senza distaccarsi dalla melodia… album consigliato, anzi consigliatissimo!




Guarda qui il video del singolo “Orso bianco”: 








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"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”