Aiuto EmergentiMedia

SERVE ANCORA IL MUSIC VIDEO?

Ha ancora senso investire soldi, tempo ed energie su un music video?

se da domani il tuo artista o gruppo preferito decidesse di non girare più video… quale sarebbe la tua reazione? Non te l’aspettavi questa provocazione, dì la verità!

Questo post nasce dalle riflessioni di un video maker di fama internazionale. Si tratta di Jonas Åkerlund che alla domanda ‘i video contano ancora?’ ha risposto così: ‘si, ma non servono più a vendere dischi. E magari ora li guardano su smartphone e computer. Del resto le cose cambiano. Quando io ho iniziato a girare spot la tv svedese per legge non poteva trasmetterli. Li pensavamo per il circuito cinematografico.’

La risposta di  Åkerlund è saggia perché offre spunti interessanti per nuove riflessioni. La prima fa leva sul cambiamento. Mi capita spesso di sentire ‘eh non fanno più i video di una volta’. Siamo consapevoli che quel tempo è finito eppure amiamo cullarci nella nostalgia. Siamo cambiati eppure una parte di noi non vuole ammetterlo. Anche il modo di fare e promuovere video è cambiato e ha in qualche modo influito sulle nostre concezioni di tempo e spazio. Provate a pensare se uscisse oggi il video di Girls just want to have fun con una Cindy Lauper conciata come ci si veste a Carnevale… lo trovereste di sicuro fuori luogo e anche voi vi sentireste fuori luogo mentre lo guardate.

 Åkerlund è saggio anche quando dice di aver pensato di destinare i video ad un circuito cinematografico agli inizi della sua carriera. Senza il cinema, il video non avrebbe ottenuto il riconoscimento che gli spettava. Provate pensare a quanti registi si sono cimentati nella produzione di un video. E a quanti altri lo sono diventati dopo aver fatto la cosiddetta ‘gavetta’ come video maker.
Ecco avete già trovato risposte affermative alla mia domanda. Si. Il music video serve ancora, perchè ci ha donato dei veri capolavori che fanno parte della nostra memoria storica, personale e collettiva.

Vi sarà probabilmente capitato di emulare qualche smorfia o azione del vostro cantante preferito in un clip.

Vi sarà probabilmente capitato di sentirvi coinvolti nella magica attesa di un video. Ne sanno qualcosa le ragazze che fanno il countdown nei social ogni qual volta che Justin Bibier sta per pubblicare un clip. Lo stesso vale per fan dei Rolling Stones. Se visitate la loro mostra Exhibitionism in corso a Londra, troverete una sezione interamente dedicata ai loro music video. Lì il pubblico si ferma a contemplare emozionato le esilaranti performance di quei 4 Peter Pan del rock come se assistesse ad una premiere vera e propria.

Vi sarà probabilmente capitato di abbandonarvi ad un dolce amaro amarcord dei video di Michael Jackson quando è venuto a mancare sette anni fa.

Quando ero ragazzina io, i social erano ancora un miraggio lontano. Passavo pomeriggi interi incollata ad Mtv nell’attesa che trasmettesse i miei video preferiti. Avrei potuto riguardali fino alla nausea. Adesso non riesco più a farlo seppure youtube ne dia l’opportunità.

Il gusto dell’attesa c’è ancora ma si è smorzato rispetto ad un tempo perché youtube ha snaturato l’esclusività del video rendendolo spesso un semplice pezzo di una catena di montaggio.

Sembra però che la situazione stia virando verso un cambiamento, forse epocale.Tutto è cominciato con Beyoncé che ha concesso l’esclusivo debutto del suo visual album “Lemonade” all’emittente americana HBO.
Gwen Stefani, invece, ha deciso di sorprendere il pubblico dei Grammy Awards con un music video girato interamente dal vivo.
Poi è arrivato il turno di Kanye West che ha riservato la premiere del suo controverso Famous a poche persone in una location esclusiva di Los Angeles. Il rapper americano ha nuovamente provocato tutti proiettando alcune scene del clip su alcuni edifici di New York. Insomma qualcosa si sta muovendo.

Il video sta cambiando pelle e si sta rinnovando anche nel suo stile narrativocome dimostrano i video di Stuck di Day Wave e Threat of joy degli Strokes.

Il video è musica da vedere che oscilla tra il ‘detto’ e il ‘non detto’, la verità e il rumour e per questo intriga e fa parlare di sè ogni giorno.

Il video musicale rimane un pezzo di storia della nostra vita, di ciò che abbiamo condiviso a livello emotivo con quel cantante; è un testamento per le generazioni future come lo continuano a essere per me i video degli anni ‘80.

 

Guest Post di MAIDA
Altri Articoli qui:  MYMUSICVIDEO 

Previous post

Hip Hop e Rap: appartenenza, sottocultura e rituali

Next post

Catturare l'attenzione delle etichette discografiche

Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”