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L’artista e il mercato: è possibile rimanere se stessi?

Molto spesso in ambito musicale siamo di fronte ad una inevitabile scelta pur di rimanere a galla e ritagliarci un posto tra i numerosi competitors, ovvero la decisione di dedicarsi alla musica da un punto di vista commerciale conformandoci in un qualche modo alle esigenze del momento.
Cosa vuol dire però questo, che dobbiamo seguire a tutti i costi e in tutto per tutto quello che il mercato richiede? Dobbiamo perdere la nostra identità artistica a scapito di una maggiore presa sul pubblico, oppure dobbiamo estraniarci dalla richiesta del pubblico e continuare in direzione ostinata e contraria?

Da che mondo e mondo chiunque decida di intraprendere la carriera musicale conosce i rischi e le mille sfumature che ne conseguono ma di una cosa si può esser certi: ogni individuo che si appella il nominativo di artista vuole far si che la sua arte raggiunga il più alto numero di persone; sarebbe da ipocriti dire il contrario e neanche troppo intelligenti pensare di fare arte solo per se stessi.
L’Arte è comunicazione, l’Arte è manifestazione di un sentire profondo e così la Musica; certo è che per raggiungere il grande pubblico ci sono modi diversi.

Partendo dal fatto che chi sceglie di fare della Musica la propria vita deve cercare di guadagnarci è ovvio che ci deve essere una componente imprescindibile affinchè si possa davvero intraprendere un percorso professionale duraturo: la propensione al cambiamento coerente e consapevole.


Credits: Victor Venturelli

Credits: Victor Venturelli


Cosa vuol dire questo? Che per quanto si voglia fare quello che si vuole bisogna essere pronti al compromesso e alla necessaria consapevolezza che per entrare nel mercato ci sono dei parametri da seguire e a cui fanno riferimento gli editori e le produzioni.
Ciò non vuol dire che ci si debba snaturare sennò si perderebbe la propria identità, ma è necessario far si che questa peculiarità entri a far parte di un meccanismo che tiene conto di diversi fattori, dai gusti del pubblico alla necessaria originalità di ciò che viene proposto.Il già sentito stona e così la propria unicità (in primis quella vocale) è già un valore aggiunto a ciò che si va a proporre; oggi come oggi il talento è la fondamentale chiave di volta che spicca sulla linearità degli artisti che si propongono nelle schiere dei talents e delle produzioni televisive piatte in fatto di originalità.

Il vero artista è colui che sa riconoscere i tempi che corrono e riesce ad adeguare la sua musica al contesto musicale in cui si trova senza perdere il proprio marchio di fabbrica che può essere dato dal suo carisma, dalla sua voce, da qualsiasi cosa che lo elevi a figura riconoscibile ed unica.
Perdere il proprio essere e commercializzarsi in tutto e per tutto sarebbe vanificare l’idea di fondo che ha spinto ad intraprendere la carriera musicale, sarebbe essere incoerenti innanzitutto con se stessi. Ecco che il ruolo dell’artista sta nel saper mediare tra ciò che il mercato propina e la propria idea di pensare alla musica, solo così facendo si è in grado di arrivare ad un bacino di ascoltatori e un audience capace di assorbire una musica che tiene conto sia dei gusti del pubblico ma che è in grado di nascondere una naturale genuinità.

Victor Venturelli

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Victor Venturelli