Alberto

(Musicalmente) Si stava meglio quando si stava peggio ?



C’è una tendenza che ultimamente si vede spesso sui social quando si parla di musica: riproporre le vecchie glorie del passato a paragone di quello che non funziona oggi nella musica.

Ma ha senso tutto ciò?

Si citano i grandi cantautori come Battisti, De Andrè, De Gregori, Dalla, Battiato ecc… e si cerca di paragonare il loro successo con insuccessi di oggi. Senza tener conto però della differenza del mondo in cui viviamo e che l’offerta musicale odierna è talmente grande che diventa praticamente impossibile poter ascoltare tutto.

Ripeto: Ma ha senso questo genere di paragone?

Non sarebbe meglio per questi esperti musicali fare dei paragoni con quello che oggi sta funzionando rispetto a quello che oggi non sta funzionando spiegandone il perché e non banalizzando al solo discorso soldi=marketing=ascolti=soldi ?

E’ un preconcetto quello di dire che la gente è stupida e si beve tutto quello che i media gli propinano. I gusti sono cambiati allo stesso modo in cui la tecnologia ci sta cambiando la vita.
Ci sono artisti che anticipano il cambiamento e artisti che si adattano dopo ma che comunque cavalcano la trasformazione e sopravvivono. Capire in che modo succede questo è secondo me l‘aiuto vero e tangibile che si può dare agli emergenti che al momento non riescono a dar voce al loro progetto musicale.

Raccontare di come questi artisti del passato abbiano creato dei pezzi con testi e musiche magnifiche mi ricorda un po’ quando i nonni, davanti al caminetto , ti raccontavano di quanto era bello quando si stava peggio.

Sicuramente è indispensabile sapere come e in che modo componevano, così da avere una traccia guida ma per usarla ai giorni nostri, bisogna anche sapere come questi comportamenti si sono adattati alle tecnologie di oggi e alla vita frenetica che viviamo quotidianamente.

Mi sto sbagliando ?

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Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”