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30apr

Courtney Love: tra musica, incostanza e cinema

quell’aura di maledettismo

Per molti la notorietà di Courtney Love si collega alla travagliata storia con Kurt Cobain, ma anche alla sua apparizione nel film Man in the Moon” al fianco di Jim Carrey.


L’amore per l’arte e in particolare per la musica è la forza che ha permesso a quest’artista di venire fuori da una vita piena di eccessi e di smarrimenti: Courtney Love ha sempre così cercato di darsi un motivo per ricominciare e riscrivere la storia della propria vita. In lei però, come in molti artisti c’è sempre quell’aura di maledettismo, che le sconvolge i piani e a salvarla c’è sempre prima di tutto la musica.

Courtney nasce nel 1964 a San Francisco: l’infanzia le lascia già i primi segni addosso per la separazione dei genitori che avviene quando lei ha solo cinque anni. Durante l’adolescenza si comincia a delineare una vita turbolenta, che la vede scontrarsi spesso con la madre e passare da un riformatorio all’altro.

Il suo primo gruppo saranno le Sugar Babylon: si tratta della sua prima esperienza musicale, che la vedrà trasferirsi inizialmente a Dublino, poi a Londra e Liverpool per poi tornare negli Stati Uniti. L’esperienza del soggiorno britannico influenzerà sul suo modo di fare musica, infatti le sonorità dei suoi lavori ricordano un po’ l’alternative rock inglese.

La sua tendenza a cercare di rinnovarsi per trovare una stabilità interiore si riscontra anche nel campo artistica: Courtney infatti all’inizio degli anni ottanta canterà con i Faith No More, ma dal 1985 saranno diverse le band che la cantante formerà come le Sugar Baby Doll, Hole, Babes in Toyland e L7. Il gruppo che avrà maggior futuro è proprio quello delle Hole, che arriveranno al successo commerciale con l’album “Celebrity Skin” e il singolo omonimo sarà uno dei più apprezzati dell’album.

Le Hole cominciano il loro viaggio nel 1990, periodo in cui ha inizio anche la tormentata e famosa storia tra Courtney e Kurt Cobain, con l’album “Pretty on the Inside” che è particolarmente grunge. Nel 1994 la morte di Kurt segna ancora di più l’instabilità della Love, che interromperà il percorso intrapreso con la band per poi ritrovarlo nel 1998: “Celebrity Skin” è un album fondamentalmente di rinascita dopo diversi lavori precedenti che però non accostano ancora la band al grande pubblico.

Nel 2002 nonostante i diversi tentativi di creare delle nuove band, Courtney realizza un album solista dal titolo “America’s Sweetheart”: i pezzi sono particolarmente struggenti spaziando tra il pop , l’alternative e il rock e ancora una volta come per tutti i suoi lavori è possibile davvero viaggiare all’interno del difficile mondo interiore dell’artista, che attraverso la musica si abbandona ad un flusso che instancabilmente racconta di lei.

Nel 2010 le Hole sono tornate con un nuovo album dal titolo “Nobody’s Daughter”, un lavoro incoraggiato dall’amica e produttrice Linda Perry dal 2005, per aiutare Courtney a riprendersi in 6 mesi trascorsi in un centro di riabilitazione. La Love nel settembre 2005 aveva violato la legge contro la detenzione e uso di sostanze stupefacenti: noti sono i suoi scontri con la legge e la sua condanna in un centro di riabilitazione.

Rilevante però è stata anche la sua carriera cinematrografica: nel 1996 interpreta il ruolo di Althea nel film “Larry Flint – Oltre lo scandalo” per la regia di Milos Forman, e la sua interpretazione le varrà una nomination ai Golden Globe.





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