Le-Li : Black Album
Undici brani che giocano con le lingue
Black Album è il secondo album di LE-LI ma dell’estetica del “nero” ha solo l’eleganza
Undici brani che giocano con le lingue: il lato A è in italiano mentre il lato B è in inglese, un solo pezzo è in francese. Black è il titolo non ufficiale: proprio come accadeva nel ’91 per il Black Album dei Metallica – uno dei dischi preferiti di John – e, come accadeva nel ’68, per il White Album dei Beatles – uno dei dischi preferiti di Leli.
Black Album è una scommessa: il nero è l’insieme di tutti i colori e i LELI giocano nel risalire ogni sua sfumatura. Un album che costruisce un mondo sospeso tra la fiaba e il pop degli anni ’50 ambientato nella casa della Bambola con cui giocavamo da bambini. Anche i maschietti.
Con Black Album i LE-LI confermano la loro voglia di combattere la
staticità mentale e l’incapacità di sognare. I ritornelli rimangono in testa e accompagnano la fantasia: fanno venire voglia di guardare il mondo con la testa in su a guardare palazzi, cielo e nuvole, sorridendo.
La voce sussurrata di Fishbowl è una pioggierella primaverile mentre l’ukulele di The letter porta con sè la spensieratezza di una passeggiata tra i monti vicentini. In “Alla befana” Leli si mette completamente a nudo, con tutte le sue debolezze, invocando la Befana come salvatrice ed elevandola a sua eroina, con la scusa di non averla mai disturbata da bambina, mentre Bambola va a toccare il “black” della fragilità femminile. ” A cosa servono le tonsille?” è una canzone divulgativa, alla Endrigo, che racconta di quella strana tendenza, tipica degli anni ’80, di asportare le tonsille in fanciullezza.
Subito dopo il primo mal di gola. Leli e John, entrambi senza tonsille,
scrivono così a quattro mani una canzone che si schiera contro l’interventismo ad ogni costo. ” Valentine’s Day” è un omaggio all’estetica di Bollywood: una dichiarazione d’amore alla musica indiana e all’influenza che certe canzoni dei Beatles hanno avuto nella musica della band.
I LE-LI giocano per tutto il disco: con le parole, con gli strumenti, con le sensazioni, con le lingue, con i ricordi. Sono musiche che tranquillizzano e stimolano l’immaginazione verso un mondo colorato dove rifugiarsi dal nero che ci circonda. Nell’infanzia dei due ci sono anche il punk e il rock&roll: “No fun”, cover degli Stooges, ne è la testimonianza e “Sheena was a punk rocker” si propone come un ipotetico sequel del più celebre “Sheena is a punk rocker” dei Ramones, raccontando la storia di Sheena dopo essere stata una punkettona.
L’album è disponibile in tre formati: LP+cd, Libro+cd, astuccio in camera
d’aria+cd.
Gli astucci in camera d’aria riciclata sono progettati e cuciti a mano da
Co.cool.







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