Bon Jovi: l’ascesa della storica band del New Jersey
La storia di una grande band
I Bon Jovi entrano sicuramente a pieno titolo nella storia delle generazioni di band che hanno scritto a loro modo la storia del rock: “Livin’ on a Prayer”, “Keep the Faith”, “Bad Medicine”, “Bed of Roses”, “You give love a bad name”,” Always”, “It’s my Life” sono certamente annoverabili tra i brani storici della musica e che non ci si stanca mai di ascoltare e di cantare a gran voce.
Gli anni 80′ sono stati sicuramente per la band del New Jersey non solo quelli di partenza, ma anche quelli della gavetta intensa e della consacrazione. I loro inizi sono come quelli delle vecchie band, che suonando, mettendosi alla prova e in attesa dell’incontro fortunato erano pronti a partecipare ad ogni tipo di concorso o occasione che mettesse in risalto il proprio lavoro musicale.
Il fulcro della band, e non a caso il nome nasce proprio dal suo, è Jon Bon Jovi: giovane ragazzo che nell’adolescenza si appassiona alla musica, agli strumenti, ai generi in voga del suo tempo e che già dagli anni del liceo mette su delle band già al fianco del futuro tastierista David Bryan, e registra demo sognando la carriera della rockstar. Poco dopo la necessità di avere una buona band divenne fondamentale per Jon che proprio in quel periodo riuscì a far entrare nella formazione i membri storici il chitarrista Richie Sambora e il batterista Tico Torres.
Nel 1984 arrivò il contratto con la Mercury e venne pubblicato l’album del debutto “Bon Jovi”, lavoro di grande successo non solo in America ma anche nel resto del mondo arrivando a vendere le 3.5 milioni di copie: da quell’album furono estratti i singoli di successo “Runaway” e “She don’t know me”.
L’anno seguente uscì “7800° Fahrenheit”, lavoro che non ebbe il grande successo del precedente perchè forse nato troppo in fretta nonostante non mancassero buone hit. Le vendite scarse però furono ricompensate dal tour, punto di forza della band americana.
“Slippery When Wet”, terzo lavoro uscito nel 1986 fu un vero e proprio successo: costantemente in classifica Billboard grazie alle hit come You Give Love a Bad Name, Livin’ On a Prayer, Wanted Dead or Alive che portarono l’album Slippery When Wet ad essere il primo album hard rock nella storia della musica ad avere tre hit nella top 10. Seguì poi l’uscita della power ballad “Never Say Goodbye”, che già mostrava l’attitudine dei Bon Jovi a singoli di questo stampo, e intanto divennero i maggiori esponenti del movimento “Hair Metal”.
Nell’anno di “New Jersey”, quarto lavoro della band, i Bon Jovi sigillarono il loro grande successo: amati dal pubblico e anche dall’emittente musicale Mtv che grazie a loro creò un nuovo programma: in occasione degli Mtv Music Awards la band pensò di presentarsi sul palco per un live totalmente acustico, forse un rischio per loro che suonavano in grande stile e fragore ma per il pubblico fu un grandissimo successo. Nacque così Mtv Unplugged, un’occasione ancora oggi speciale per i musicisti di mostrare l’essenziale e la purezza della propria musica.
Era il 1989 e la band decise di prendersi una pausa, che portò ciascuno di loro ad arricchirsi di nuove esperienze: album solisti, carriera cinematografica per Jon Bon Jovi, lavori con altri artisti arricchirono senz’altro il ritorno della band nel 1992 con l’uscita dell’album “Keep The Faith”. Fu una svolta per la band che privilegiò uno stile più melodico, testi più introspettivi che raggiungessero un pubblico maggiore: erano gli anni della musica alternative e venne fuori la caratteristica della band di ascoltare e osservare il cambiamento dei tempi, e andarci al passo ma senza però dimenticare del proprio stile. Decidono così di mettersi in gioco con un look meno appariscente, un cambiamento che in America non sarà apprezzatissimo ma ci sarebbe voluto solo del tempo, per ascoltare le forme del loro nuovo rock melodico con il quale avrebbero venduto nove milioni di copie nel mondo. “Bed of Roses”, “In These Arms”, “Keep The Faith”, “I Believe”, “Dry County” sono i singoli estratti che hanno fatto storia.
Su questa scia sarà anche “These Days” ma prima ancora “Cross Road” del 1994:un greatest hits a cui si aggiunsero la ballad di maggior successo della band “Always” e “Someday I’ll Be Saturday Night”. Importanti Live, riconoscimenti e premi a livello internazionale riempirono la folgorante carriera della band.
Nel 2000 l’uscita dell’album “Crush” con il singolo cavallo di battaglia “It’s My Life” riportarono il gruppo sulla grande ondata del successo: vendettero oltre 10 milioni di copie nel mondo e si conquistarono anche una nuova generazione di fans, oltre a riconquistare il cuore degli americani grazie a delle sonorità forti e rock, più incisive delle precedenti. Poco dopo uscì il primo album live della band “One Wild Night Live 1985-2001″.
Il 2001 li vede immancabilmente coinvolti dalla tragedia delle Torri Gemelle: i Bon Jovi hanno preso parte a diverse campagne benefiche e hanno dedicato alla strage l’album “Bounce”, di cui il singolo più significativo è sicuramente “All About Lovin’ You”.
Il 2005 li rivede tornare con un album sicuramente dal sapore più commerciale, ma decisamente sulla loro scia e sul loro stile: è “Have Nice Day” e non a caso nella prima settimana di vendita vendette 202.000 copie. Sonorità rock, potenti ma senza esagerare e con qualche power ballad come “Welcome To Wherever you are”. Sulla stessa scia è “The Circle” nel 2009, mentre decisamente country è “Lost Highway” del 2007.
Non sono mancati importanti riconoscimenti per la band in questi ultimi anni: il Global Icon Award ricevuto per la prima volta nella storia ad una band agli Mtv Europe Music Awards, una nomination ai Grammy per il singolo “We weren’t born to follow”, importanti performance e l’entrata nella Uk Music Hall of Fame.







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