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Etichette discografiche: un’evoluzione continua !

Il cambiamento dei tempi

Torniamo a parlare dei demo e delle case discografiche…
In articoli precedenti ho consigliato alcune dritte per confezionare un demo da mandare alle case discografiche e per far si che il vostro lavoro venga visionato e preso in considerazione, non gettato nel cestino!

Stavolta vi lascio alcuni suggerimenti su come muovervi nella promozione del vostro demo, prendendo in considerazione il cambiamento dei tempi.

Oggi presentarsi alle case discografiche, promuovere il proprio lavoro avviene in ritmi e modi un po’ diversi da come accadeva tempo fa.



Cominceremo così con un piccolo excursus temporale, che vi faccia comprendere come è cambiata nel tempo la realtà discografica.


Durante gli esaltanti anni’40 e ’50 gli editori musicali ingaggiavano uno staff di autori di canzoni, i famosi songwriters,  che avevano il compito di scrivere e produrre le canzoni che sarebbero andate ad arricchire il catalogo della casa discografica. Gli artisti erano così invitati a scegliere, a cercare e a provare la canzone che più si adattasse alle loro corde e al loro stile. Questo processo è senz’altro arrivato fino ad oggi, ma con delle modifiche. Gli anni 50′ hanno avuto protagonisti band dalle grandi voci che producevano delle hits.


Negli anni ’60 e ’70 invece l’industria musicale ha iniziato a strizzare l’occhio ai cantautori, artisti che si occupano di musica e parole: così anche chi era dietro l’artista come il songwriter cominciò ad emergere avendo lui stesso l’occasione di diventare artista.


Gli anni ’70 e ’80 hanno visto il rock farla da padrona: grandi spettacoli, giri del mondo e tecnologia d’avanguardia hanno reso celebre la “Rockstar”.


Gli anni’90 fino ad arrivare ad oggi hanno invece determinato un grande cambiamento:

le case discografiche si sono trovate con pochi soldi, e questo ha posto fine non solo ad anni d’oro ma anche ad investimenti.



Ecco che allora si è cominciato a cercare e a supportare artisti che fossero già in cammino o che quanto meno avessero dei piccoli successi ed esperienze alle spalle: perchè non investono soldi su qualcosa che non assicuri già qualche entrata. Le case discografiche puntano e vogliono vedere una band che è sempre impegnata in tour e guadagna attraverso live e cd.

Non c’è da  abbattersi per questo tipo di meccanismo: bisogna solo familiarizzare con questa nuova realtà. Bisogna saperne cogliere il lato positivo: la possibilità per un’artista o per una band di capire dove arrivare, cosa desidera dalla propria carriera artistica e come arrivarci. Una volta compreso cosa vuoi e chi vuoi essere, allora sarà il momento di ragionare su quell’obiettivo per mettersi in moto e acquisire esperienza.

Se sei un paroliere e pensi di avere delle buone capacità per scrivere testi destinati a musicisti, allora comincia a scrivere per qualche band e affina le tue capacità. Per migliorare e fare esperienza, se sei davvero determinato a raggiungere alti livelli nella carriera musicale, non bisogna mai dimenticarsi delle piccole realtà e quindi delle case discografiche minori. E’ importante farsi una lista delle case discografiche, delle agenzie e della aziende di spettacolo disposte a visionare materiale e da tenere sott’occhio attraverso internet così da controllare se cercano materiale o se hanno delle posizioni di lavoro aperte.



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Alberto

"Se dai un pesce a un uomo, egli si ciberà una volta sola. Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.”