Band e Redazionali

Zephiro: il brivido del punk sposato al fascino del Giappone

 

“Kawaita me” il nuovo Ep

Gli Zephiro si formano a Roma nel 2002; come ogni nuovo gruppo subisce cambi nella formazione nel corso degli anni. I componenti della band attuale sono Claudio Desideri (voce e basso), Claudio Todesco (chitarra) e Alberto Maiozzi (batteria).

 

Questo gruppo nasce con una chiara impronta rock italiana con influenze post rock, new wave e progressive, sfociata nel post punk, che dà l’identità definitiva alla band.

Gli Zephiro hanno al loro attivo un intensa attività live, con ben circa trecento esibizioni in Italia; oltre ad esperienze in Francia, U.S.A. e in Giappone con ben due tour.

Lavorano con impegno in ogni direzione e la loro musica viene diffusa sistematicamente attraverso molti canali: La band vince premi e partecipa a eventi di spicco. Il loro cammino è innarrestabile e la loro affermazione meritata.

Pubblicano un primo album completo a luglio  del 2006, dal titolo “Immagina un giorno”  di cui alcuni brani hanno un grande favore di pubblico, grazie anche al promo uscito alcuni mesi prima con due delle dieci tracce  dell’album: “Lontano da un luogo lontano”  che ho ascoltato diverse volte e che è uno di quelli che preferisco, e “Radiazioni ultraviolette”.

Già nel 2004 e nel  2005 avevano prodotto due demo con ottimi risultati; il 22 giugno di quest’anno è uscito il nuovo lavoro degli Zephiro: “Kawaita me” con tre  brani in italiano e due in giapponese; un concentrato di creatività dove si coglie l’influenza dell’esperienza vissuta in Giappone, i due brani, cantati appunto nella lingua orientale sono una novità praticamente assoluta nel contesto della musica post punk; per quanto concerne almeno i gruppi italiani.

Del nuovo lavoro indubbiamente il brano che dà il titolo all’album “Kawaita me” è il migliore in assoluto, il secondo brano da citare è “La colpa” che è la versione italiana del primo, che pur essendo lo stesso, nella nostra lingua ha un’atmosfera differente e che  mi ha colpito proprio per via della comprensione del testo. Della musica degli Zephiro si può dire che un ascolto ripetuto genera nuove sorprese come se i brani fossero sempre come acqua in movimento; mi spiego meglio: ogni volta è un percorso nuovo, la melodia si snoda su piani differenti che vengono colti tutti ma un pò per volta, ascoltando più volte il brano.

Nell’insieme un ottimo lavoro per il genere che la band offre, geniale e fortemente alla ricerca dell’unicità che fa di ogni gruppo un pianeta a parte.

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